…e anche oggi si tromba domani!

Ottavo mese.
Il marito è a casa già da qualche settimana ed abbiamo ripreso le nostre performance usuali. Si può dire che niente ci spaventa e che potremmo anche rischiare di fare l’ultimo giro prima di avviarsi in sala parto. Se non fosse per qualche fattore indipendente dalla nostra volontà…

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Quando lui è arrivato a casa io ero raffreddatissima, per cui manco un assaggio di benvenuto ho potuto godermi come si deve. Per il resto è andata bene per un po’ (a parte le incursioni scorrette del Capo che, per esempio, decide di svegliarsi per bere o fare la pipì nel bel mezzo del tuo divertimento). poi la scorsa settimana ho avuto un tremendo mal di schiena, e sono diversi giorni che mi aggiro per casa piegata in due e zoppicante come una vecchia strega.
Come si fa a subire un’incursione con pancione considerevole e schiena a pezzi? Pausa forzata.
Oggi sto un po’ meglio, ma ieri lui per solidarietà ha annunciato di avere un certo dolore alla schiena e quindi ancora nisba.
Inoltre sono già due giorni che, sempre lui, cova un bel raffreddore che oggi è finalmente esploso con morti e feriti, e di nuovo nisba.
L’altro, son due o tre notti che si piazza strategicamente nel punto più centrale del letto per innaffarlo e renderlo impraticabile.
Il vice comincia a stare stretto e cerca di stiracchiarsi allungando le gambe fino alla bocca del mio  stomaco… Insomma, non è cosa.

Anche oggi si tromba domani!

Vuoi sentirti sexy? Fatti riempire la pancia!

Uno dei momenti più sexy della mia vita, ed uno dei pensieri ricorrenti che mi scopro a  fare quando aspetto il ritorno di mio marito è stata, ed è, la gravidanza.

La mia gravidanza ha segnato un periodo di grande scoperta delle potenzialità del mio corpo, e l’ho vissuta serenamente e in modo anche piuttosto  intrigante.

In verità ci sono stati dei periodi tristi e di solitudine, specialmente al  principio. Quando ho  scoperto di essere incinta ero sola, quando ho fatto tutte le ecografie anche…Mio  marito come al solito era lontano, ed oltre al desiderio crescente si  aggiungeva anche  la mancata condivisione di un evento bellissimo. Insomma all’inizio  ero un po’ in fase  baby blues.

Inoltre il mio desiderio sessuale era salito alle stelle ed io soffrivo  tanto di astinenza, al  contrario di quello che normalmente succede alle donne che credono sia  pericoloso per il bambino o poco interessante per loro. Quindi, oltre alla tristezza per la sensazione  di  abbandono,  avevo anche una voglia repressa più forte del solito.

 Quando il vacanziero tornò finalmente a casa io ero già di tre mesi ed avevamo già  perso molto di questa avventura insieme. E’ stata una cosa nuova  per entrambi,  un’esperienza vissuta alla giornata, e presentando parecchie  incognite e prospettando dei momenti successivi super impegnativi  abbiamo deciso di affrontarla nel modo più divertente possibile.

Di base c’era, ovviamente, l’ottima salute mia e del mio piccoletto e  forti di ciò suo  padre ed io abbiamo potuto dare il via alle più interessanti fantasie.

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 In quel periodo era migliorato tutto di me, la qualità dei miei capelli,  della mia pelle, non mi  cresceva più un pelo, e man mano che la mia pancia cresceva io in  proporzione dimagrivo  (almeno all’apparenza) perché cresceva lei sola, e chi mi guardava di spalle  vedeva un culetto tondo senza rigonfiamenti extra.

 Era il periodo in cui mio marito amava il mix gonne lunghe country e  tacchi o stivali alti, e spesso uscivo così. Fino al sesto mese inoltre la pancia non era  molto evidente ed io  ho indossato sempre tutti i miei abiti fino all’ultimo giorno.

 Uscivamo per l’aperitivo o a cena ed io facevo i miei soliti giochi di  mutande e  situazioni vedo non vedo la sola cosa che non riuscivo a trattenere  era la voglia  continua di fare pipì… Quale spunto migliore?

Lui mi chiedeva sempre di non fare la pipì prima di uscire, dicendomi che  aveva intenzione di farmi bere molta acqua e che avrei dovuto  trattenerla per lui. Una tortura il più  delle volte, ma in generale era divertente.

Una sera eravamo a cena nei pressi del porto, ricordo che fu la volta  in cui scegliemmo i  nomi, e dopo una bella cenetta decidemmo di fare due passi. Per me era  giunto il  momento, stavo scoppiando DEVO FARE LA PIPI!

Niente di piu adatto che il muraglione del molo, in ombra e nessuno di  passaggio.

Alzati la gonna e falla qui, io ti guardo.

Non so cosa piaccia agli uomini nel guardare una donna che fa la pipi,  ma  ho capito che  dev’essere come la cocaina, specialmente quando sei su dei tacchi  alti, hai una  gonna che ti scopre tutte le cosce, una pancia soda e piccolina, due seni  fasciati che, nel mio caso, già erano raddoppiati in misura e consistenza.

Ho fatto quello che dovevo, e pensavo di cavarmela così, invece  quella fu la volta del  mio primo sesso in luogo pubblico, una cosa molto eccitante proprio a  causa del rischio e  della precarietà di privacy.

Ovviamente non poteva concludersi così, troppo veloce, troppo allo  scoperto, troppo  incompleto… “Andiamo verso la macchina!”

Sulla strada di casa passammo per vie di campagna, e ci fermammo nel piazzale di una chiesetta dove potemmo dar  sfogo   alle più strane perversioni alla luce della luna (capitava al momento giusto)  dal titolo  “ragazza incinta si fa violentare dall’ orco sul ciglio della strada”! 😉

Il malvagio aveva dei piani diabolici, me ne rendo conto solo ora che metto  insieme le idee  per descrivere… Nel bel mezzo di un periodo appagante diceva : “vado a fare un  giro di un paio di giorni coi miei amici” … E io? “Tu è meglio che stia a casa a riposarti.”

Adesso è una cosa a cui non do piu tanto peso, nel senso che l’ho  analizzata, ma  allora era come un tradimento, un abbandono vero e proprio, un  addio senza  possibilita di replica. Lo lasciavo fare perchè sapevo che una volta  che il bambino  fosse arrivato la libertà di entrambi sarebbe stata stravolta, ma lo  odiavo per questo,  perché mi lasciava sola e perchè non aveva per me le stesse attenzioni che nutrivo io  per lui, in questo senso.

Questo ha contribuito parecchio ad abbassare il mio umore e a rendermi ancor più  triste quando lui non c’era.

Aveva una certa dose di egoismo che non riuscivo a tollerare, seppur poi al  suo ritorno mi  faceva sentire come la donna più desiderabile del pianeta. In quel periodo avrei  voluto vivere la gravidanza di una coppia normale, forse un po’  alternativa, ma normale… Invece certe volte mi sembrava di essere  la sua amante.

 Man mano che la pancia aumentava diventava stancante per me stargli sopra e dominare il gioco, e così oltre alla mite posizione sul fianco  come una nonnina ancora attiva, usavamo la posizione maschile dominante per eccellenza che per lui era una  sferzata di  ormoni (non che ne avesse bisogno). Il massimo della nostra  eccitazione  avveniva  guardando lo specchio, dove potevamo vedere un uomo che teneva  in  ginocchio una  ragazza gravida e le infieriva potenti sciabolate bloccandole i fianchi, e  più toccava la  pancia soda e perfetta più si eccitava.

Ancora oggi ogni tanto penso a perché non mettiamo uno specchio esattamente sopra il letto, così chi sta sotto diverrebbe la persona più felice del mondo!

Dopo il parto ci sono voluti due abbondanti mesi per riprendere la  gratificante attività di  coppia, ma non riuscivo in alcun modo a lasciarlo entrare così un  giorno ho avuto  un’idea geniale ed ho aiutato i miei tessuti intorpiditi con un vibratore…

 Ma questa è un’altra storia che vi racconterò con calma!