Il genio della lampada

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“Non sento la minima necessità di essere abbracciato.”
Così comincia questa domenica mattina, con un cazzotto in faccia.
Il tutto perché, ancora a letto, gli avevo chiesto di abbracciarmi dicendo che gli sarebbe servito un altro weekend tantrico con le babbione, almeno gli avevano insegnato qualcosa.
Lui: Non ti ho già abbracciato abbastanza?
Io: davvero? Quando?
Lui: nel corso degli anni! (manco chissà da quanti anni vivessimo insieme).
Poi mi ha abbracciato, ma se di tua iniziativa non lo avrebbe fatto, non me ne faccio molto.

E questo è. La mia insoddisfazione di moglie passa spesso da queste tristi strade. Quello che mi angoscia è che quando lui afferma queste cose non pensa minimamente che non sarebbe il caso manco di pensarle, per una questione di educazione, tatto e correttezza e amore nei miei confronti che, per quello che posso, cerco di non fargli mai mancare cure e attenzioni. No, la cosa più importante, ultimamente, è che non si parli di sazietà a tavola. Perché, ovviamente, è più importante il giudizio ottuso di quei quattro snob incartapecoriti che vediamo per fortuna molto raramente che la sensibilità della persona che ti vive accanto (quando ci sei).
A quest’ uomo non è stato insegnato molto del “sapersi comportare” secondo le regole del vivere socievole, amorevole e familiare… Evidentemente in casa sua le priorità e quindi gli esempi erano ben altri, e i risultati sono spesso tristi e sconfortanti, come in questo caso.
Ora, anche a casa mia non ci si abbraccia granché, ma il dialogo e la confidenza che vi è instaurata non crea forti mancanze.

Eppure cosa costa un abbraccio e perché è importante riceverlo?

Io ne ho bisogno per essere rassicurata che mi si voglia bene e che quello che faccio sia apprezzato nonostante qualche incidente di percorso. Mi serve perché la vita è dura pur vivendo in una certa agiatezza e l’abbracciarsi risolve in silenzio molte cose. Mi serve perché non mi sembra che sia una cosa da poco sentirsi avvolta e protetta in una stretta di affetto, condivisione e gratitudine.

Ancora stanotte mi ordinava di pregarlo perché mi concedesse attenzioni fisiche specifiche, quanto sesso senza mai un bacio facciamo… E io non riesco a chiedere con naturalezza perché credo che quello che si fa in coppia sia una sintonia che aiuti a intuire cosa desidera l’altro e la richiesta, legittima, rientra nel gioco ma non ne sia la base. Ma se gli chiedo qualcosa mi rimprovera con “se lo vuoi pregami”!
Nel suo cervello io sono la versione femminile di Aladino che deve chiedere tutto ciò che desidera al generoso Genio che con benevolenza esaudisce ogni mio desiderio. Ma se non chiedi non ottieni nulla.
Ora, posso mai pregare per ricevere un abbraccio o un bacio? Non sono cose che si mendicano ma che si provano. Ho l’esigenza di abbracciare la persona che amo, non lo faccio perché me lo chiede, ma perché lo desidero io stesso.
L’unica cosa per cui, qui, non c’è bisogno di chiedere è lo shopping. Ma io non ho bisogno di scarpe, abiti, oggetti, estetiste, parrucchieri e nemmeno vibratori. Ho bisogno di una persona che non abbia paura di dimostrarmi affetto.
Ora qualcuno si chiederà perché mi lamento se con poco posso ottenere tante cose… ho un genio della lampada a disposizione…!

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Perché non posso chiedere al Genio di abbracciarmi o di darmi una bacio, per me chi non ha l’esigenza di esternare qualcosa evidentemente non la prova. E forse è la dimostrazione che lui non prova quel “qualcosa” per me. Anche quando gli ho detto di essere incinta volevo dargli un bacio ed ha girato il viso.
Probabilmente le donne sono diverse, infatti io non posso fare a meno di avere un contatto fisico con lui, lo tocco spesso, lo accarezzo quando parliamo e anche a letto pure se c’è il Capo di mezzo.
Ma in questa relazione bisogna sempre dimostrare qualcosa, è il lato esteriore della vita che ha il sopravvento, quello più facile da gestire.
Come quando scegli una ragazza perché è bella e non sai che da sempre contemporaneamente a te era fidanzata con quello che oggi è suo marito. Tu non lo sai, e non lo vuoi sapere, l’importante è che fosse bella. Ecco così è facile, e per certi aspetti va bene. Va bene quando andiamo al club, quando mi sodomizzi col vibratore, quando mi metti le manette… Stiamo giocando, l’unica cosa che si prova è piacere. È il lato esteriore che prevale e va benissimo. Ma poi il gioco finisce… Non vuoi sapere se mi sono divertita (lato interiore)? Se lo rifarei?

Lui leggerà questi miei pensieri, come sempre. Sorriderà (ridendo di me), mi coccolera’ per qualche tempo e in breve tutto tornerà come prima.
Ci sono desideri che non sono alla portata nemmeno del Genio della Lampada, e Aladino ha esagerato un po’ con le richieste.

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