Come assumere un Amministatore Delegato

Tra non molto tempo all’ufficio del Grande Capo si affianchera’ quello dell’Amministratore Delegato.

Ora, col Capo, in qualche modo abbiamo imparato ad aggirare l’ostacolo e comportarci da ragazzacci maleducati dribblando la sua presenza perenne e costante nel nostro letto. Ma con un Amm.Del. di mezzo, che poi se vogliamo e’ quello che veramente comanda la baracca… comm’s’adda fa’? La cosa mi preoccupa alquanto.

Ma in che modo in una famiglia si  assume la losca figura dell’Amm. Del.? E’ facile, 6 lettere:…

Era un periodo veramente sconfortante, di quelli in cui quando si va a dormire lui si gira sempre dall’altra parte per cui io tesso relazioni esclusivamente col Capo. Pensa e ripensa, ci voleva usa soluzione che non contemplasse le preghiere e tutte le smancerie varie che poi mi portano comunque ad una non piena soddisfazione interiore…

Per non avere la soddisfazione della spontaneita’ allora ti aggiusto io e la accomodo a mio divertimento. Ho una cugina farmacista con la quale ho fatto due chiacchiere sull’argomento e che mi ha passato sottobanco le famose sei letterine magiche. Dio queste sei mi ha consigliato di suddividerle in tre parti e di cominciare con la prima sillaba“VI”.

Solita cenetta familiare tranquilla di mezza estate, triturazione prima sillaba e somministrazione di nascosto in una frittata al formaggio. Tutto regolare anche il dopo cena a messa a letto col Capo, ma gia’ da prima mi accorgo di certe sudate e certe insofferenze non proprio regolari, cosi’ quando quella di spalle sono io mi sento puntare una scimitarra tra le chiappe.

“Stasera ti trapano ben bene!” E’ stata la minaccia senza alcun segno del minimo sospetto, e cosi’ mi sono goduta una buona oretta e mezza di traforatura e lucidatura a regola d’arte. Poi con una certa spossatezza e dopo un’obbligata doccia ci siamo pofondamente addormentati.

L’evento si e’ naturalmente ripetuto  con le altre due sillabe a distanza di 4 o 5 giorni tra loro, in circostanze molto simili, e ancora non sono sicura se sia stata “AG” oppure “RA” a fare la selezione del personale per poi procedere all’assunzione del suddetto Amm. Del.

Fatto sta che adesso, lui non ha la minima idea di cosa sia successo, per lui siamo semplicemente entrati in uno di quei periodi in cui comandano gli ormoni e in cui mi scoperebbe a tutte le ore. Infatti devo ammettere che ci sono stati diversi episodi attorno a questi tre casi e non a comando in cui tutto ha funzionato naturalmente e con piena soddisfazione di entrambi. Perche’ la verita’ e’ che tutto il marchingegno funziona a meraviglia, anche a dispetto di molti con la meta’ dei suoi anni, ma chi lo dirige a volte si impigrisce. Cosi’ ho trovato la soluzione ai miei problemi e adesso ho una piccolissima scorta di sillabe che mi conservo per i momenti di magra.

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E gia’ so che una volta che l’Amm.Del. avra’ assunto pieno comando dell’azienda di momenti di magra ce ne saranno tanti, senza contare quelli in cui sara’ via, per cui saranno forzati.

Adesso ho la soluzione a tutti i miei problemi, altro che Capo, Amministratore, Lampade, Geni della Lampada, preghiere  e scemenze varie… mo ti frego io! Amen!

Il genio della lampada

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“Non sento la minima necessità di essere abbracciato.”
Così comincia questa domenica mattina, con un cazzotto in faccia.
Il tutto perché, ancora a letto, gli avevo chiesto di abbracciarmi dicendo che gli sarebbe servito un altro weekend tantrico con le babbione, almeno gli avevano insegnato qualcosa.
Lui: Non ti ho già abbracciato abbastanza?
Io: davvero? Quando?
Lui: nel corso degli anni! (manco chissà da quanti anni vivessimo insieme).
Poi mi ha abbracciato, ma se di tua iniziativa non lo avrebbe fatto, non me ne faccio molto.

E questo è. La mia insoddisfazione di moglie passa spesso da queste tristi strade. Quello che mi angoscia è che quando lui afferma queste cose non pensa minimamente che non sarebbe il caso manco di pensarle, per una questione di educazione, tatto e correttezza e amore nei miei confronti che, per quello che posso, cerco di non fargli mai mancare cure e attenzioni. No, la cosa più importante, ultimamente, è che non si parli di sazietà a tavola. Perché, ovviamente, è più importante il giudizio ottuso di quei quattro snob incartapecoriti che vediamo per fortuna molto raramente che la sensibilità della persona che ti vive accanto (quando ci sei).
A quest’ uomo non è stato insegnato molto del “sapersi comportare” secondo le regole del vivere socievole, amorevole e familiare… Evidentemente in casa sua le priorità e quindi gli esempi erano ben altri, e i risultati sono spesso tristi e sconfortanti, come in questo caso.
Ora, anche a casa mia non ci si abbraccia granché, ma il dialogo e la confidenza che vi è instaurata non crea forti mancanze.

Eppure cosa costa un abbraccio e perché è importante riceverlo?

Io ne ho bisogno per essere rassicurata che mi si voglia bene e che quello che faccio sia apprezzato nonostante qualche incidente di percorso. Mi serve perché la vita è dura pur vivendo in una certa agiatezza e l’abbracciarsi risolve in silenzio molte cose. Mi serve perché non mi sembra che sia una cosa da poco sentirsi avvolta e protetta in una stretta di affetto, condivisione e gratitudine.

Ancora stanotte mi ordinava di pregarlo perché mi concedesse attenzioni fisiche specifiche, quanto sesso senza mai un bacio facciamo… E io non riesco a chiedere con naturalezza perché credo che quello che si fa in coppia sia una sintonia che aiuti a intuire cosa desidera l’altro e la richiesta, legittima, rientra nel gioco ma non ne sia la base. Ma se gli chiedo qualcosa mi rimprovera con “se lo vuoi pregami”!
Nel suo cervello io sono la versione femminile di Aladino che deve chiedere tutto ciò che desidera al generoso Genio che con benevolenza esaudisce ogni mio desiderio. Ma se non chiedi non ottieni nulla.
Ora, posso mai pregare per ricevere un abbraccio o un bacio? Non sono cose che si mendicano ma che si provano. Ho l’esigenza di abbracciare la persona che amo, non lo faccio perché me lo chiede, ma perché lo desidero io stesso.
L’unica cosa per cui, qui, non c’è bisogno di chiedere è lo shopping. Ma io non ho bisogno di scarpe, abiti, oggetti, estetiste, parrucchieri e nemmeno vibratori. Ho bisogno di una persona che non abbia paura di dimostrarmi affetto.
Ora qualcuno si chiederà perché mi lamento se con poco posso ottenere tante cose… ho un genio della lampada a disposizione…!

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Perché non posso chiedere al Genio di abbracciarmi o di darmi una bacio, per me chi non ha l’esigenza di esternare qualcosa evidentemente non la prova. E forse è la dimostrazione che lui non prova quel “qualcosa” per me. Anche quando gli ho detto di essere incinta volevo dargli un bacio ed ha girato il viso.
Probabilmente le donne sono diverse, infatti io non posso fare a meno di avere un contatto fisico con lui, lo tocco spesso, lo accarezzo quando parliamo e anche a letto pure se c’è il Capo di mezzo.
Ma in questa relazione bisogna sempre dimostrare qualcosa, è il lato esteriore della vita che ha il sopravvento, quello più facile da gestire.
Come quando scegli una ragazza perché è bella e non sai che da sempre contemporaneamente a te era fidanzata con quello che oggi è suo marito. Tu non lo sai, e non lo vuoi sapere, l’importante è che fosse bella. Ecco così è facile, e per certi aspetti va bene. Va bene quando andiamo al club, quando mi sodomizzi col vibratore, quando mi metti le manette… Stiamo giocando, l’unica cosa che si prova è piacere. È il lato esteriore che prevale e va benissimo. Ma poi il gioco finisce… Non vuoi sapere se mi sono divertita (lato interiore)? Se lo rifarei?

Lui leggerà questi miei pensieri, come sempre. Sorriderà (ridendo di me), mi coccolera’ per qualche tempo e in breve tutto tornerà come prima.
Ci sono desideri che non sono alla portata nemmeno del Genio della Lampada, e Aladino ha esagerato un po’ con le richieste.

mini teoria sessocentrica

La nostra vita ruota attorno al sesso, tutto ciò che ci circonda ha un valore sessuale più o meno spiccato. È un aspetto che credevo non basilare nella mia vita, avrei creduto, anni fa, che sarebbe stato qualcosa che appartiene alla notte, alla procreazione, al piacere fisiologico dell’atto pratico… e invece è tutt’altro, è una lente attraverso la quale osservare il mondo. O forse per gli uomini è sempre così, ed io sto solo entrando in un modo di vedere la vita non mio, QUEL qualcuno me lo sta mostrando.
Ed io trovo che sia una cosa affascinante e divertente oltre che interessante per diversi aspetti sociali che riscontri nelle abitudini, gusti, modi di comportarsi altrui e che puoi paragonare alle tue traendo le dovute conclusioni.

Anche se quel qualcuno decide una sera di andare al club privée dopo una bella passeggiata di 20 km su una bici scomoda e dal sellino di pietra. Dico io.
A mio parere l’andare al club privée significa trascorrere un pomeriggio tranquillo e fresco, magari al mare, a seguire una bella cenetta leggera e non troppo tardi, e poi con calma avviarsi verso il bel locale dalle tante stanze segrete e sbirciarne i contenuti.
Invece dopo aver trascorso il pomeriggio a pedalare su una magnifica ciclabile fino alle 21 con intermezzo (per fortuna) di bagno ristoratore in mare sotto una formidabile luna piena siamo andati a cena in un bel posto con ottimo cibo ma di lentezza estrema e quando finalmente siamo riusciti a pagare io avevo già trascorso un paio d’ore tremando nel mio costume umido (sfilato di come se nulla fosse a tavola) e morta di sonno.

(Divago per un attimo per raccontare che non sono nuova a queste cose, questa estate in francia abbiamo noleggiato due biciclette per andare al mare, e nel fare una manovra mi sono accorta che mi si erano slacciate le mutande del costume giusto all’ingresso del porto… così con fare distratto sono scesa dal sellino mi sono sfilata le mutande da sotto il vestito, sono rimontata in sella e ripartita… una scena alla Tinto Brass che le guardie potranno raccontare agli amici nelle loro serate goliardiche.)
Comunque ho fatto pure la figura di quella tutto fumo e niente arrosto che a letto immagina avventure trasgressive con ragazzacce pettorute dai vibratori a bretella e la lingua lunga e poi si addormenta sul più bello.

Quando mio marito mi scopa mi tratta sempre come la più troia delle sue conoscenze e immagina sempre di portarmi in un club dietro un muro pieno di buchi da dove altri possono spiarci mentre io sui tacchi piegata in avanti lo succhio con gusto e col culo sono appoggiata al muro attraverso il quale chi vuole può scoparmi in anonimato così che, riempita per i due terzi dei buchi, possa godere mentre lui mi riempie la bocca.
Un bel sogno che diciamo sempre di voler realizzare, e poi va a finire sempre in qualche altra cosa.
Adesso lo sto aspettando eccitata perché leggevo un libro in cui un marchese non vuole scoparsi la moglie  (che ne ha molta voglia e nessuna esperienza) alla prima notte di nozze e nelle notti a venire, e lei ne è molto risentita e sofferente; e poi stamattina tornando dal mare ci siamo fermati in un negozio. Io ero nuda sotto il mio vestitino, e il tale dietro di me se n’è accorto e si è avvicinato pericolosamente per guardarmi il sedere così che quando mi sono girata per allontanarmi l’ho urtato (per sua somma gioia) e mio marito mi ha confessato di essersi eccitato alla scena.
Così, adesso che è via per delle commissioni gli ho scritto di avere un certo formicolio basso con gocciolio inarrestabile e lui ha prontamente risposto “arrivo” per concedermi una sveltina curatrice!

sveltina
La verità, dunque, è che la nostra casa, la nostra vita è il nostro club privée, e qualunque fantasia, novità, persona, situazione, posto alternativo è soltanto un extra alla trasgressione di cui è già impregnata la nostra vita pur frequentando molto di rado luoghi trasgressivi.

La vera trasgressione è dentro di noi, chiunque di noi, e chi rovina le proprie famiglie e di conseguenza la propria vita alla ricerca di qualcosa di alternativo, nel tentativo di fuggire la noia o la quotidiana routine dovrebbe fermarsi per un momento e indagare dentro se stesso, in quello che già ha e già è, ed eventualmente modificarlo leggermente in base alle nuove esigenze e capire che se hai scelto bene da chi farti accompagnare nel percorso della tua vita non potrai mai mai dire di averla sprecata.

scegli bene tuo marito

Mi sono imbattuta nel testo  di una lettera che una cougar ha scritto al marito di undici anni più giovane. Sono sicura fosse scritta con le più buone e amorevoli intenzioni ma penso che se avesse avuto un marito coetaneo, più anziano o quantomeno più sveglio quella lettera non sarebbe più pubblica e forse lei non avrebbe più un marito.

Mettendo un attimo da parte il perché di questa mia affermazione, la domanda stavolta è: quanto conta la differenza di età in una coppia di qualità?

X:Y=A:B dove

X=Cougar; Y= mio marito; A= Penelope;  B= sfig…ehm marito della Cougar.

per cui tradotto in età (i numeri sono a caso, ma è la differenza che conta):

45:54=34:34  ==> (45 vs 34=54 vs 34)

Questa finta equazione significa soltanto che nell’una coppia la vecchia è lei, nell’altra il più ehm maturo è mio marito.

Ma perché la donna è vecchia e l’uomo può essere definito maturo (termine non troppo discriminante)?

Una donna è sempre piu’ vecchia di un uomo della sua stessa età, sia dal punto di vista biologico sia psicologico, e secondo me decidere di sposare un uomo più giovane espone a gravi rischi, in primis che lui si stanchi dopo pochi anni delle tue pelli cadenti (seppure ti schiatti di aerobica 5 giorni a settimana) e ti cornifichi con la prima giovane figa nei paraggi. Sicuramente il cinismo porta in primis a guardare il lato estetico o economico (magari lei è ricca sfondata, non ci avevo pensato) ma può veramente funzionare una coppia così? Mi sembra che raramente una moglie giovane si stanchi del marito più anziano per futili motivi, cosa che invece accade sovente al contrario. È più facile sentire di un marito più giovane che lascia la moglie per futili motivi, sempre per QUEL motivo, e cioè che un uomo per certi argomenti ha sempre un comportamento come quando era ragazzino. Ovviamente esistono persone responsabili e di grande qualità morale a questo mondo, ma è facile che un uomo si stanchi e che venga meno agli impegni presi per assecondare gli istinti. Ecco il punto chiave: l’istinto. Come fai ad arrestarlo? L’uomo come tutti gli altri animali maschi è progettato per sparpagliare girini per il mondo

Certo, la Cougar in questione lascia alquanto perplessi: ammette di aver avuto un passato carico di uomini ed elogia la pazienza ed il buon cuore del marito che è stato ad aspettarla mentre lei era intenta a manovrare nella speranza di farsi sposare da qualcun’altro. Adesso scrive il diario della famiglia cuore dicendosi la donna più fortunata al mondo, e in effetti lo è! Se tuo marito (dieci anni di meno) ha raccattato da terra le rimanenze di chissà quante decine di altri uomini e ha deciso di costruirci una famiglia o è un santo o è un deficiente. Per questo merita l’omaggio che gli ha fatto pubblicando quel tipo di lettera nella quale però avrei evitato di far sapere al mondo che se li è scopati proprio tutti lei! Anyway, contento lui contenti tutti.

Veniamo a noi.

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Mio marito, vent’anni più MATURO di me, invece, qualche giorno fa al mare ha avuto il coraggio di dirmi che avrei potuto aspettarlo VERGINE! Voglio dire, ne avrà incontrate nella sua vita di donne come la moglie del fortunato di cui sopra, più o meno giovani, più o meno fighe… quante? 54? 86? 176? in circa quarant’anni di attivo… magari di più . Dice pure che il nostro è il suo primo figlio se non ce ne sono altri in giro per il mondo di cui non conosce l’esistenza… (la storia dei girini) e A ME dice che lo dovevo aspettare vergine… poi il culo avrei potuto usarlo a piacimento. A questo punto, a parer mio, si meritava una tipa come la Cougar, con una vita interessante dal menarca alla menopausa e con la quale potersi scambiare le avventure la sera a letto … “proviamo la posizione che piaceva a Goffredo, oh aspetta aspetta adesso mi appendo qui come facevo con Eustachio…. che dici ti piace se me lo metti nel culo in questa posizione? per Sigismondo era il non plus ultra!” così da rimpiangere la dolce Penelope che paziente e anche un po’ arrapata aspetta solo te.

Comunque se l’istinto dell’uomo è quello del fecundador universale quello della donna, per quanto troia, arrapata, in astinenza, è quello della mamma di famiglia (per cui per madre natura il suo deretano può tranquillamente avvizzire più velocemente dato che in teoria non ha da girare il mondo una volta costruito il nido). Ma oggi anche noi donne ci difendiamo egregiamente… sarà perché oggi anche noi progettiamo la fuga dal nido alla ricerca di altri girini?

Ed ecco che dio creò le Cougar!

Senza parole…

Avrei dovuto pubblicare il seguito dell’avventura dello scorso sabato, ma nel frattempo ne e’ successa un’ altra che lascia allibiti, per cui  il resto lo aggiungo prossimamente!

Era circa una settimana che miomarito aveva in mente di regalarmi un paio di sandali come piaceva a lui, semplice, discreto, ma da usare sia in eventi formali (che a volte capitano) sia in situazioni private o semi private piu’ particolari.

Ieri finalmente abbiamo trovato quello che cercavamo, un bel paio di sandali, belli davvero e soprattutto comodissimi per quanto siano alti. Abbiamo girato ancora un po’ per una strada carica di meraviglie, ma ho annunciato “basta scarpe” (almeno per me, per quanto donna ho ancora il senso dela misura) ed abbiamo proseguito passeggiando sulla strada del ritorno.

Nel tardo pomeriggio ho messo in atto il mio piano comprendente ritocco alla depilazione preparazione delle retrovie, ristrutturazione artigli, capelli, spazzolino, nuda, vestito a rete da spiaggia e famosi bellissimi sandali nuovi. Lui era nel suo studio ad armeggiare con chissa’ quali carte lo chiamo al cellulare… “sei impegnato, puoi scendere?” Certo che puo’… come mi faccio trovare? Adesso mi affaccio, cosi quando entra mi trova col sedere sporgente sui tacchi a spillo. Detto fatto.

E’ entrato, mi ha vista in tutto il mio splendore, mi ha pure detto “ah, sono le scarpe nuove,  stanno proprio bene con questo vestito… … ti ho portato il giornale, c’e’ pure un libriccino che parla della sottomissione della moglie.”

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Adesso, io voglio dire… ma non posso, sono senza parole…  lui mi vede e mi consegna un libretto dei testimoni di ge(n)ova che gli hanno dato per strada… (ci credo che uno che mi ha letto qualche giorno fa diceva che il mio era un blog falso, non e’ reale quello che mi succede con quest’uomo!)… io lo guardo e non posso fare altro che dirgli ” si, ma adesso metti via questa robaccia e vieni un po’ da me!” e lo abbraccio nella speranza di farmi abbracciare… lui mi tasta un po’ il culo, fa finta di darmi un bacino poi mi molla e si siede sul divano… (non ho mai usato tanti puntini sospensivi, ma e’ come mi sono sentita: sospesa) “cosa ti metti stasera?” ci riprovo “non so, se mi aiuti a togliere questo scegliamo insieme” non raccoglie, mugugna qualcosa, io mi giro, vado all’armadio e inizio a farmi i fatti miei. A quel punto lui arriva a parlare di cretinate che non mi interessano minimamente, tanto ormai l’uovo era rotto, immagino cosi’, per riempire l’aria e non stare in silenzio. Continua a parlarmi delle scarpe, comode, alte, belle ,di pelle, adatte a chi o cosa. Cazzate.

Alla fine ho messo dei pantaloni di lino e camicia, siamo usciti a mangiare con degli amici, bambini e tutte le conseguenze, dopodiche’ a letto ognuno dal suo lato e il Capo in mezzo.

Ho raggiunto una specie di convinzione, e cioe’ che lui faccia cosi’ per darmi degli spunti per scrivere il mio blog. Va a finire che lo chiudo.

Un sabato in diretta

16.56 La nostra donna di servizio dorme di nuovo a casa, stavolta ho imparato ed ho comunicato in precedenza che non avrei cucinato per nessuno al mondo, lui compreso. Per fortuna aveva gia’ le stesse intenzioni, per cui evviva! Stasera si esce.

18.00 Doccia, e che mi metto? Carina, carina, devo essere deliziosa. Una figa.

18.30 Sento dalla finestra del bagno che armeggia in garage, ha detto che vuole cenare sul mare… sta tirando fuori la macchina, finalmente. Giriamo sempre con la mia che e’ piu’ pratica,  No, no! allora devo essere… Elegante, ecco: una figa elegante!

19.13 Scendo. Non male come tempi, ho anche rimesso in ordine l’armadio. Non puo’ lamentarsi che lo faccia attendere, anche se, ahime’, so che dovrei! Gia’ pregusto gli sguardi che si dividono tra me e la sua bella auto di chi immagina per un attimo stralci fantastici della nostra vita come se fossimo chissa chi…(hahaha questa mi fa ridere da sola)!

19.16 … Ommioddio, ha tirato fuori il fuoristrada  (fuoristrada, non SUV) una specie di carro armato gommato, con le ruote incrostate di fango e coi sedili talmente alti che per salirci devo fare le acrobazie…

“Ma no, dai! Prendiamo un’altra macchina per una volta, mi sono vestita in un certo modo apposta! “

“si, ma adesso avrei dovuto smontare mezzo garage per tirarne fuori una… andiamo con questa, cosi’ la parcheggio senza preoccupazioni”

“Ma su, se ti preoccupi di dove le parcheggi cosa te le sei comprate a fare tutte queste auto super lusso, per guardarle parcheggiate in garage o guidarle fin dal meccanico? Tre ne hai, dico, TRE!”

“Beh, io compro le auto per me, non per farmici vedere. Adesso devi farmi fare un caos solo perche vuoi girare con quella? Dai, un’altra sera, adesso andiamo.”

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19.37 sono seduta col mio abito sobrio, leggero, fresco, sexy, sul maledetto sedile di un’impolverato fuoristrada che mi ha gia’ rovinato la serata. “I dettagli sono importanti, se io mi vesto in un certo modo per te e sto attenta a curare certi dettagli perche’ so che ti piacciono certe cose, gradirei che tu  facessi altrettanto. Dato che usciamo pochissimo mi piacerebbe sentirmi avvolta da un’atmosfera impalpabile, profumata, complice, sobria,fragrante ed elegante, e non dover spostare le forbici da giardino altrimenti mi ci siedo sopra, ma io non lo so! “

19.55 forse dovrei un po’ rallentare, penso di avergli riempito la testa abbastanza, va a finire che la serata me la rovino da sola. Meno male che ho il cellulare dietro, pero’ che cavolo. Per fortuna sto scrivendo tutto nella bozza punto per punto e documento l’accaduto, mi sembra una situazione surreale. Eppure volevo documentare qualcosa di diverso, avevo in mente un’avventura con un incipit diverso. Vatti a fidare.

20.10 c’e’ un po’ di traffico. Estate, sabato, riviera. E’ normale, speriamo bene che si liberi alla svelta.

20.25 ancora traffico, siamo avanzati forse di 100 m.

20.40 “ma chi ce l’ha fatto fare di decidere di uscire di sabato? come se non lo sapessimo”.

20.52 “mi girerei per tornarmene indietro, ma tu guarda che sfortuna pazzesca…dovrebbero toglierela patente a tutte donne!”

“Adesso un’altra scemenza? E dai, ma non possiamo andare a cena in santa pace senza dire cose senza senso, volevo fare tutt’altro che questa discussione in macchina! Vorrei proprio vedere, se io fossi senza macchina si fermerebbe la baracca!”

“Ma sai quanto traffico inutile ci sarebbe in meno se le donne non guidassero? Tanto, le belle un passaggio lo trovano sempre, e le brutte meno circolano meglio e’!”

“Affare fatto, allora io da domani straccio la patente e faccio tutto a piedi, chi mi prende mi prende, e poi …that’s it!  E adesso girati e torniamo a casa che ceniamo ad aglio e olio!

stasera preparati…

Mio marito raggiunge degli stadi di cattiveria di vero alto livello.

Ho gia’ raccontato che ha deciso che per il prossimo mese devo fare astinenza (secondo lui) e ricevere le sue attenzioni solamente contromano. ebbene, sono due settimane, piu o meno, che non si va nemmeno a marcia indietro… dapprima perche in una delle sue incursioni mi aveva fatto male ed ho preteso qualche giorno di riposo, e di seguito lui si e’ adagiato sul mio periodo di riposo ed e’ andato in letargo.

Ieri pomeriggio, di ritorno dal mare, ha deciso finlmente di palpeggiarmi: che onore… un onore generalizzato che mi inumidiva il costume, cosi’ ci siamo un po’ abbracciati, strofinati e finto-sbaciucchiati (che non so perche’ il bacio e’ ancora un problema, e’ piu’ facile riceverlo dal capo che da lui) ma senza troppo esprimerci perche’ il nostro capo si aggirava nei dintorni con fare geloso e occhio accigliato.

Insomma ci siamo attorcigliati ben bene ( io su di lui e lui comodamente sdraiato tendente al pisolino, ovviamente) dopodiche’ lui ha deciso di andarsi a fare un giro dicendomi con fare allegro e aitante: “stasera preparati…”

“wow, ha organizzato una serata” ho intanto pensato.

“… a prenderlo nel culo!” ha, invece continuato!

Anche quello mi sembrava interessante, dopotutto erano giorni e giorni di astinenza. Cosi’… mi sono preparata, forma, contenuti e dimensioni, ero perfetta, non aspettavo altro ch ricevere il mio obolo dopo cena.

Dopocena il capo arriva a letto, lui ci gioca un po’, poi lo abbraccia, se lo mette accanto e lo fa addormentare…dopodiche’ lo lascia li’ dov’e’, lui si gira di spalle, pancia in giu’ e si addormenta pure…

Da chi lo devo prendere, scusate la domanda? Cosi’, anche questa volta l’ho preso dal mio giocattolo, ormai ne ho una collezione. Loro si che sanno sempre di cosa ho bisogno! (@#$%^&*)

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