Combattere la solitudine a distanza!

Le vacanze sono finite da un pezzo, il marito è tornato al suo lavoro avanti e indietro per il globo ed io sono rimasta a casa da sola col Capo e Vice Capo che, seppur non sia ancora venuto allo scoperto già impone fermamente la sua personalità commentando eventi… tamburellando!

Omai era da un po’ che non ci separavamo per lunghi periodi, e riabituarsi all’assenza è sempre un’impresa.

Qualche giorno fa mi scrive dicendomi di aspettarmi un regalo… che cosa fantastica… adoro i regali sorpresa, anche se immaginavo già il tipo. E così dopo pochi giorni il corriere è arrivato portandomi in dono una scatola di un certo peso. Cosa conterrà mai? scarta scarta, e ne viene fuori un paio di pinze collegate da una catenella… pinze per i capezzoli… l’unica cosa da fare era provare… ma i miei capezzoli sono diventati enormi e a stento si  infilavano all’interno delle pinze aperte al massimo! Già qui una prima piccola tortura, ma mi piace pensare di dondolarmi sopra di lui con i miei capezzoli torturati dal peso di quella catena oscillante, poi magari potrei strizzare un po’ anche lui e cedergliene uno in modo che sia in tutto e per tutto collegato a me!

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Mi sono fotografata e gli ho inviato tutto… ma lui mi ha risposto che sarebbe arrivato ancora qualcosa… e così la mia curiosità non si è placata fino al giorno dopo in cui mi è arrivato un pacchetto un po’ più leggero! Lo stesso rito impaziente mi ha portato a scoprire un nuovo aggeggio… uno stimolatore anale di gomma… composto da tante palline di dimensioni crescenti sovrapposte terminanti con un anello! Anche quì, l’unica cosa da fare è stata lavare, ungere e… provare! Ho subito pensato che fosse un modo per introdurre le nostre prossime pratiche anticoncezionali, e credo di esserci andata vicino!

Le foto che gli ho inviato sono state degne di un’acrobata 😀 difficissimo con questa pancia sempre più tonda, me ne farà lui al suo ritorno per amplificare l’effetto dei nostri giochi!

Ma una volta inviate… ancora, arriva qualcosa! adesso sto aspettando, non vedo l’ora di sapere cosa arriverà… un nuovo strano aggeggio? qualche capo particolare come quelli che mi ha regalato per Natale?

Mmmm… ma perché non è già lunedì?

 

Donne a me!

Quando fermo le mie pubblicazioni per un po’ spesso e’ perche’ sono ingarbugliata tra piu’ argomenti contemporanei, o perche’ non mi spiego certe cose e non mi raccapezzo piu’ tra i miei pensieri..

Il marito e’ partito da poco, e ricomincia un guazzabuglio di sensazioni: un altro componente ha deciso di venire a far presto parte della nostra famiglia (e questa volta pare abbia tutte le intenzioni di gratificarci con la sua presenza definitiva); una povera sfigata -o un nerd annoiato- mi da’ della zoccola obesa e cinquantenne con figlio rovinato dal mio comportamento (ma io le mie perversioni le attuo con mio marito, e’ ben diverso che fare le stesse cose come intende la poveraccia che desidererebbe proprio farle); oltre a questo ho ricevuto recentemente una serie di altri commenti gradevoli e soprattutto appropriati da un paio di nuovi “followers” che pero’ mi inducono a pormi una domanda.

Ma io non avevo creato un blog per le donne? Per condividere con loro le gioie e le sfighe della mia/nostra vita di coppia? Dove sono le donne che cercavo di radunare? Cosa fanno le donne mentre io rifletto sulla mia vita privata, mentre analizzo i nostri esperimenti sessuali di coppia, mentre, e ne sono convinta, pongo basi solide alla stabilita psicofisica della mia famiglia trasgredendo anche solo col pensiero, ma sempre con lo stesso uomo -il mio- ad una vita che altrimenti porta nella stragrande maggioranza dei casi alla tomba dell’amore?

Certamente non mi dispiace la presenza di uomini qui, soprattutto perche’ quelli che hanno deciso di intervenire hanno dimostrato spesso apprezzamento per le mie parole e descrizioni -forse un po’ perche’ immaginano le scene e la cosa li stuzzica- ma molti mi hanno fatto capire che e’ una bella cosa da parte di una donna avere una cura cosi’ specifica nei confronti del marito, un pensiero costante, costantemente voglioso e invogliato a trasmettersi amore curando i dettagli di una vita in comune ahime’ non altrettanto costante (poi se lui e’ un po’ orso poco importa, l’importante e’ che ogni volta recepisca in velocita’, e le altre volte proponga, anche).

E dove sono le donne? Qualcuno pensera’: “mentre tu scribacchi loro lavorano in casa e fuori, sono scompigliate, di fretta, in carriera o alle prese con una famiglia da organizzare e tu vorresti che stiano li’ a commentare alle tue prodezze psicofisiche?”

Si! Altrimenti che donne sono? Dico io! In fondo io parlo di me stessa in quanto donna, facendo o non facendo cose che farebbe/vorrebbe fare/non farebbe qualsiasi donna. Mai bisogna dimenticare il proprio lato femminile, mai bisogna accantonare se stesse per uno solo degli argomenti su elencati. Mai mai lasciare che mariti, figli, lavoro, colleghi, familiari, raffreddori, mutui e pannolini soffochino la femmina che  vive in ognuna di noi. Perche’ gli uomini se ne vanno, questa e’ la verita’. Magari non subito, magari non definitivamente o completamente, ma quando smettiamo di curare certi particolari piu’ o meno piccanti, loro pian piano nell’inconscio, iniziano a percepire che ci curiamo meno di loro, o meglio, della relazione che abbiamo instaurato con loro tempo fa. Ed io, con uno che gran parte dell’anno non e’ a casa, come faccio a garantire a me stessa che lui voglia ritornare proprio qui? Ci devo lavorare, e ovviamente dev’essere un piacere prima per me.

Ho pensato, elaborato e scritto un blog per le donne, per condividere la mia vita reale e surreale con loro… anche con gli uomini, certo, per divertirli stuzzicarli e lasciarli un po’ pensare in merito ai desideri delle loro donne che spesso sono celati.

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Donne, dove siete? ma davvero quello che scrivo, desidero e vivo non vi riguarda? Che vita vivete? che desideri sopiti avete? quali segreti, passioni, perversioni nascoste covate? Venite a trovarmi, e condividetene un briciolo con me, e con tutti gli uomini che gia’ leggono… potrebbe essere la volta buona che dall’anonimato gli sveliamo qualcosa, indicandogli la strada del nostro cuore in maniera perfettamente irriverente e discreta. Chissa’ che imparino anche qualcosa! Qualcuno gia’sembra percepire…

…e se in vacanza ci andassi io?

Abbiamo visto che quando il marito è in vacanza ci sono tante cose che succedono… o che non succedono. Vita monacale in compagnia del capo, non si scopa più e quando il capo è all’asilo si spendono le giornate a pulire la casa, aggiornare con più puntualità il blog, qualche puntata per prendere spunti su youporn e cose varie. Per lo più, se ti chiami Penelope, aspetti e aspetti facendo due rammendi (mentali) per passare il tempo!

Ma cosa succede quando è la moglie a mollare tutto per un po’ e ad andarsene un po’ in vacanza?

Adesso il marito è stato un paio di giorni fuori, e per me sarebbe stata veramente vacanza se si fosse portato dietro pure il Capo. Cosa farei senza di loro per ben due giorni e mezzo?

Sicuramente come prima cosa mi procurerei un bicchiere di Galamella (sono meridionale boicotto nutella) da tenere sempre sotto mano.

Girerei nuda per casa e per il giardino, non che non possa farlo anche con loro nei paraggi, ma volete mettere la sensazione di libertà data dalla nuda solitudine?

Probabilmente approfittando della situazione interpellerei qualche giocattolo dei miei sogni per usarlo nei posti più strani… ecco, per esempio in questo momento mi immagino distesa su un grande telo nel mezzo del prato a giocare con un coso di dimensioni rispettabili e urlare urlare dal piacere.  Normalmente, ho notato, si tende ad esprimersi vocalmente durante un rapporto a due, in cui si intende sottolineare all’altro quanto piacere ci sta donando, a volte anche eccedendo un pochino: addirittura leggevo un articolo in cui si dichiarava che le donne non avrebbero il minimo bisogno di gemere durante una performance sessuale, e che lo fanno esclusivamente per compiacere l’uomo (tant’è che quando si toccano per godere e sono da sole non esce una sillaba).

Non lo so, però.

In parte potrei essere d’accordo, ma noto che il sentire la mia voce da donna eccitata mentre mi faccio stropicciare, eccita anche me stessa, ed essere da sola e sentire la propria voce esprimere piacere è ancora più eccitante. Ci puoi giocare perchè la puoi modulare, simulare godimenti eterei da dama bianca o rozzi da battona in calore, puoi dire cose scurrili insomma sei veramente te stessa. E’ un gioco divertente, da ragazzaccia, ma a pensarci bene è soprattutto un esercizio per conoscere se stessa, il proprio modo di vivere la sessualità, capire cosa piace veramente senza testimoni e poi eventualmente si può riportare il meglio di quello che si è scoperto di sé in camera da letto.  Quante donne lo fanno? quante donne hanno tempo per  conoscere se stesse e il proprio piacere? Perchè è ancora difficile parlare di sesso piuttosto che di morti ammazzati?

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Mio marito mi chiede sempre di trovarmi una amica alla quale confidare tutto questo, ma io ho sempre trovato davanti a me dei muri invalicabili. Con quante ragazze più o meno giovani ho tentato di instaurare questo tipo di confidenza, nessuna raccoglie, tutte recitano la parte delle signorinelle compite e nessuna confessa quanto le piacerebbe stravaccarsi nuda sull’erba o su un materasso a gettoni e strofinarsi la figa o cavalcando un vibratore fino a godere.

E la sensazione tutta particolare di infilarsi un perizoma e continuare la giornata dopo aver ricevuto attenzioni nelle retrovie? Non ve l’ha mai raccontata nessuno?

I pregi della sveltina

Anche se qualcuno e’ ancora scettico, io Penelope, quella che scrive, sono una donna, e in quanto tale amo i preliminari.

Mio marito, l’oggetto del mio blog, e’ un uomo, e in quanto tale come e’ e’, se ho voglia vieni a farti trapanare, se ne ho un po’ meno con una bella preghiera posso concederti di sculacciarti e poi se ne parla.

A meta’ strada c’e’ la sveltina, una situazione veloce, massimo quindici minuti, che soddisfa piu’ o meno tutti, bruci calorie ma spesso non necessita di una doccia ristoratrice. Si trovano interessanti articoli al riguardo in giro ad esempio:

“La Society for Sex Therapy and Research che rilevando nel lasso di tempo tra i 3 e i 13 minuti la durata ideale di un incontro sessuale, legittima il ‘mordi e fuggi’ come l’attività strettamente necessaria per una piena soddisfazione erotica, corroborante per la salute psicofisica e concentrato di vitalità per la barbosa routine di letto.“
Addirittura “Uno studio tedesco su pazienti affetti da emicrania e cefalea a grappolo dimostra che farlo combatte il dolore. E così crolla un alibi per non farlo!”

Ora, quando non abbiamo il Capo tra i piedi, anche noi ci appendiamo al lampadario come faceva la cougar con Eustachio, recuperando trutto il sopito, ma quando il Capo e’ tra noi… letteralmente tra noi, come fare? Mmm… beh, in primis spostarlo da un lato senza svegliarlo, il malefico’ e poi il campo e’ quasi libero cosi’ una bella dose di passione aiuta a dormire bene oppure a cominciare bene la giornata.

Devo ammettere che non sempre la sveltina, in quanto tale, sia totalmente appagante anche per me, pero’ mi sono accorta che quello che mi appaga e’ l’atto in se’, il fatto che sia improvviso, piu’ o meno silenzioso, veloce. Ed e’ appagante soprattutto quando non succede a letto, ma in situazioni di momentanea solitudine e col pericolo che presto torni qualcuno… ad esempio mentre sono in cucina a preparare il pranzo ed e’ quasi ora che arrivino gli altri… ecco se c’e’ qualcuno in arrivo da un momento all’altro trovo sia la cosa piu’ eccitante del mondo. Insomma, con un bel bicchiere di vino le sveltine vengono bene come non mai.

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Ma il bello sta proprio nel fatto che io non raggiunga l’apice. Il tutto rientra nelle sadiche visioni di mio marito sulla vita di coppia, in generale, e nostra in particolare. Se io non raggiungo il piacere e resto sospesa mentre lui conclude e pensa gia’ ad altro, oppure  si addormenta, il mio essere troia aumenta, come la temperatura in un termometro, tormentata dal piacere non assaporato, e i miei fluidi, i miei umori iniziano a colare in segno di protesta cosi’ che alla prossima sessione il mio corpo frema dal desiderio e lo preghi in ginocchio offrendogli il culo come pegno d’amore…stretto e morbido. Un segno di sottomissione talmente eccitante che, pero’, rischia di bissare la sveltina…

Vuoi sentirti sexy? Fatti riempire la pancia!

Uno dei momenti più sexy della mia vita, ed uno dei pensieri ricorrenti che mi scopro a  fare quando aspetto il ritorno di mio marito è stata, ed è, la gravidanza.

La mia gravidanza ha segnato un periodo di grande scoperta delle potenzialità del mio corpo, e l’ho vissuta serenamente e in modo anche piuttosto  intrigante.

In verità ci sono stati dei periodi tristi e di solitudine, specialmente al  principio. Quando ho  scoperto di essere incinta ero sola, quando ho fatto tutte le ecografie anche…Mio  marito come al solito era lontano, ed oltre al desiderio crescente si  aggiungeva anche  la mancata condivisione di un evento bellissimo. Insomma all’inizio  ero un po’ in fase  baby blues.

Inoltre il mio desiderio sessuale era salito alle stelle ed io soffrivo  tanto di astinenza, al  contrario di quello che normalmente succede alle donne che credono sia  pericoloso per il bambino o poco interessante per loro. Quindi, oltre alla tristezza per la sensazione  di  abbandono,  avevo anche una voglia repressa più forte del solito.

 Quando il vacanziero tornò finalmente a casa io ero già di tre mesi ed avevamo già  perso molto di questa avventura insieme. E’ stata una cosa nuova  per entrambi,  un’esperienza vissuta alla giornata, e presentando parecchie  incognite e prospettando dei momenti successivi super impegnativi  abbiamo deciso di affrontarla nel modo più divertente possibile.

Di base c’era, ovviamente, l’ottima salute mia e del mio piccoletto e  forti di ciò suo  padre ed io abbiamo potuto dare il via alle più interessanti fantasie.

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 In quel periodo era migliorato tutto di me, la qualità dei miei capelli,  della mia pelle, non mi  cresceva più un pelo, e man mano che la mia pancia cresceva io in  proporzione dimagrivo  (almeno all’apparenza) perché cresceva lei sola, e chi mi guardava di spalle  vedeva un culetto tondo senza rigonfiamenti extra.

 Era il periodo in cui mio marito amava il mix gonne lunghe country e  tacchi o stivali alti, e spesso uscivo così. Fino al sesto mese inoltre la pancia non era  molto evidente ed io  ho indossato sempre tutti i miei abiti fino all’ultimo giorno.

 Uscivamo per l’aperitivo o a cena ed io facevo i miei soliti giochi di  mutande e  situazioni vedo non vedo la sola cosa che non riuscivo a trattenere  era la voglia  continua di fare pipì… Quale spunto migliore?

Lui mi chiedeva sempre di non fare la pipì prima di uscire, dicendomi che  aveva intenzione di farmi bere molta acqua e che avrei dovuto  trattenerla per lui. Una tortura il più  delle volte, ma in generale era divertente.

Una sera eravamo a cena nei pressi del porto, ricordo che fu la volta  in cui scegliemmo i  nomi, e dopo una bella cenetta decidemmo di fare due passi. Per me era  giunto il  momento, stavo scoppiando DEVO FARE LA PIPI!

Niente di piu adatto che il muraglione del molo, in ombra e nessuno di  passaggio.

Alzati la gonna e falla qui, io ti guardo.

Non so cosa piaccia agli uomini nel guardare una donna che fa la pipi,  ma  ho capito che  dev’essere come la cocaina, specialmente quando sei su dei tacchi  alti, hai una  gonna che ti scopre tutte le cosce, una pancia soda e piccolina, due seni  fasciati che, nel mio caso, già erano raddoppiati in misura e consistenza.

Ho fatto quello che dovevo, e pensavo di cavarmela così, invece  quella fu la volta del  mio primo sesso in luogo pubblico, una cosa molto eccitante proprio a  causa del rischio e  della precarietà di privacy.

Ovviamente non poteva concludersi così, troppo veloce, troppo allo  scoperto, troppo  incompleto… “Andiamo verso la macchina!”

Sulla strada di casa passammo per vie di campagna, e ci fermammo nel piazzale di una chiesetta dove potemmo dar  sfogo   alle più strane perversioni alla luce della luna (capitava al momento giusto)  dal titolo  “ragazza incinta si fa violentare dall’ orco sul ciglio della strada”! 😉

Il malvagio aveva dei piani diabolici, me ne rendo conto solo ora che metto  insieme le idee  per descrivere… Nel bel mezzo di un periodo appagante diceva : “vado a fare un  giro di un paio di giorni coi miei amici” … E io? “Tu è meglio che stia a casa a riposarti.”

Adesso è una cosa a cui non do piu tanto peso, nel senso che l’ho  analizzata, ma  allora era come un tradimento, un abbandono vero e proprio, un  addio senza  possibilita di replica. Lo lasciavo fare perchè sapevo che una volta  che il bambino  fosse arrivato la libertà di entrambi sarebbe stata stravolta, ma lo  odiavo per questo,  perché mi lasciava sola e perchè non aveva per me le stesse attenzioni che nutrivo io  per lui, in questo senso.

Questo ha contribuito parecchio ad abbassare il mio umore e a rendermi ancor più  triste quando lui non c’era.

Aveva una certa dose di egoismo che non riuscivo a tollerare, seppur poi al  suo ritorno mi  faceva sentire come la donna più desiderabile del pianeta. In quel periodo avrei  voluto vivere la gravidanza di una coppia normale, forse un po’  alternativa, ma normale… Invece certe volte mi sembrava di essere  la sua amante.

 Man mano che la pancia aumentava diventava stancante per me stargli sopra e dominare il gioco, e così oltre alla mite posizione sul fianco  come una nonnina ancora attiva, usavamo la posizione maschile dominante per eccellenza che per lui era una  sferzata di  ormoni (non che ne avesse bisogno). Il massimo della nostra  eccitazione  avveniva  guardando lo specchio, dove potevamo vedere un uomo che teneva  in  ginocchio una  ragazza gravida e le infieriva potenti sciabolate bloccandole i fianchi, e  più toccava la  pancia soda e perfetta più si eccitava.

Ancora oggi ogni tanto penso a perché non mettiamo uno specchio esattamente sopra il letto, così chi sta sotto diverrebbe la persona più felice del mondo!

Dopo il parto ci sono voluti due abbondanti mesi per riprendere la  gratificante attività di  coppia, ma non riuscivo in alcun modo a lasciarlo entrare così un  giorno ho avuto  un’idea geniale ed ho aiutato i miei tessuti intorpiditi con un vibratore…

 Ma questa è un’altra storia che vi racconterò con calma!

Esprimi il desiderio in modalita’ dettagliata!

Anche stasera ho sentito mio marito, e anche stasera abbiamo una vagonata di ore di differenza nel fuso orario.

Non c’e’ una sera in cui non gli esprima il forte desiderio di riaverlo a casa, e anche lui mi dice sempre che non vede l’ora di vedermi e che devo fare tutto il possibile per mantenermi bella, curata in forma e sexy senza badare a spese.

Queste ultime due paroline magiche mi ispirano tantissime idee, e cosi’, in attesa del suo arrivo faccio cio’ che normalmente farei molto piu’ raramente, o comunque senza uno scopo ben preciso… estetista, palestra, parrucchiere, manicure, lingerie… e poi glielo dico!

Le reazioni suonano piu’ o meno cosi’:

Lui: “Mia cara mi manchi molto e sentire che ti stai prendendo cura di te stessa, apposta per il mio ritorno, mi ha suscitato delle fantasie sul tuo conto che ho dovuto accontentare. Al mio ritorno dobbiamo riuscire ad organizzare un paio di giorni da soli come ai vecchi tempi, cosi’ da poterci divertire senza distrazioni…tieniti in forma e sappi che ti amo oltre a volerti come mia schiava personale.”
Io: “Quando torni, se arrivi nell’ orario giusto, quando il bambino e’ all’asilo, ti accogliero’ con le dovute cure. C’e’ un diavoletto malefico che mi stuzzica fin da ora!”
Lui: “Ti immagino calda e morbida che mi aspetti con la tua nuova vestaglia semi aperta… tra poco e’  San Valentino, dovresti farti delle belle foto e inviarmele come regalo, che ne pensi?”

Io: “A S. Valentino sorpresa… Ma solo se mi ami! Intanto domani chiamo per prenotare le sedute di depilazione definitiva in modo che per quando tornerai saro’ liscia come piace a te!”

Lui: Buona idea, vai dall’estetista e inviami le foto dei particolari… le usero’ stasera per conciliare il sonno!”

E cosi’, come due ragazzini in chat, ci divertiamo a suon di porcherie adolescenziali!

Intesa sessuale a distanza: come riesca a rimanere intatto e, a volte, evolversi il desiderio!

All’inizio di una relazione, quando lui ad un certo punto parte per chissa’ dove e torna chissa’ quando, e’ matematicamente certo che dall’altra parte del globo ci sia un’altra speculare a te che lo aspetta nelle tue stesse condizioni e aspetti il suo turno di considerazione.

Quindi non sai mai veramente se sei tu in cima alla lista dei suoi sogni erotici o qualche soubrette scintillante che gli si e’ attaccata come una cozza.

Che fare? Medita medita… la conclusione a cui sono giunta e’ stata: provocare! Se non si puo’ fare sesso causa distanza bisogna assolutamente fare in modo che non se ne dimentichi, e quindi niente di meglio che parlargliene: ricordare le avventure vissute e inventare il futuro per sognarlo insieme, in modo che lui associ a te il desiderio di vivere qualcosa di appetitoso.

Direte:” ma che te ne fai di uno a cui devi parlare di sesso perche’ non si dimentichi di te?”

Beh, tanto per cominciare il sesso non e’ argomento fisso e costante, ma una variabile in piu’ che ti permette di mettere un po’ di pepe tra i vari ciao, oggi ho fatto questo, dove sei, che tempo fa, sei stanco, hai il raffreddore, sono andato al mare ecc.

E poi nessun uomo, e sono sicura che sia NESSUNO, nemmeno quelli omosessuali, sono indifferenti all’argomento sesso, per cui penso che riderei fino alle lacrime se qualcuna dicesse che il proprio marito/fidanzato sia un tipo non cosi’ comune o volgare da guardare foto piccanti, eccitarsi con dei racconti erotici o appena sbirciare le tette di una porcona per strada. Anzi attente a questi personaggi, perche’ lo fanno di nascosto!

Il mio presta molta attenzione a queste cose, come ogni normalissimo uomo, e soprattutto ha la decenza di rendermene partecipe, tuttora, cosi’ grazie a lui adesso anche io sbircio le tette delle passanti!

Quando ho sperimentato le prime lettere dal tono piccante non sapevo bene di cosa parlare , era un aspetto dell’altra persona che non conoscevo ancora, un aspetto di me stessa che non conoscevo ancora… Non sapevo nemmeno se avrei saputo affrontare questo tipo di argomento, e per quanto sapessi che fosse un argomento molto apprezzato non sapevo bene come introdurlo.

Ho quindi fato un timido tentativo, e la reazione fu chiaramente piu’ che positiva, e le ripercussioni si notano ancora adesso che siamo una famiglia consolidata. Ormai potremmo mettere insieme un librone di racconti erotici che Mr Grey sbiadirebbe miseramente.

Al di la’ di tutto sento che anche a me ha fatto bene affrontare l’argomento e tutt’ora mi fa bene parlarne, sento che mi rende maggiormente consapevole di cio’ che mi piace, del mio corpo e delle sue esigenze, e penso che se tutte le coppie si raccontassero cosa vorrebbero veramente fare, o cosa li eccita in quel momento senza paura di dover sollevare una discussione con l’altro, tante coppie non scoppierebbero!

Volete le prove?