Combattere la solitudine a distanza!

Le vacanze sono finite da un pezzo, il marito è tornato al suo lavoro avanti e indietro per il globo ed io sono rimasta a casa da sola col Capo e Vice Capo che, seppur non sia ancora venuto allo scoperto già impone fermamente la sua personalità commentando eventi… tamburellando!

Omai era da un po’ che non ci separavamo per lunghi periodi, e riabituarsi all’assenza è sempre un’impresa.

Qualche giorno fa mi scrive dicendomi di aspettarmi un regalo… che cosa fantastica… adoro i regali sorpresa, anche se immaginavo già il tipo. E così dopo pochi giorni il corriere è arrivato portandomi in dono una scatola di un certo peso. Cosa conterrà mai? scarta scarta, e ne viene fuori un paio di pinze collegate da una catenella… pinze per i capezzoli… l’unica cosa da fare era provare… ma i miei capezzoli sono diventati enormi e a stento si  infilavano all’interno delle pinze aperte al massimo! Già qui una prima piccola tortura, ma mi piace pensare di dondolarmi sopra di lui con i miei capezzoli torturati dal peso di quella catena oscillante, poi magari potrei strizzare un po’ anche lui e cedergliene uno in modo che sia in tutto e per tutto collegato a me!

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Mi sono fotografata e gli ho inviato tutto… ma lui mi ha risposto che sarebbe arrivato ancora qualcosa… e così la mia curiosità non si è placata fino al giorno dopo in cui mi è arrivato un pacchetto un po’ più leggero! Lo stesso rito impaziente mi ha portato a scoprire un nuovo aggeggio… uno stimolatore anale di gomma… composto da tante palline di dimensioni crescenti sovrapposte terminanti con un anello! Anche quì, l’unica cosa da fare è stata lavare, ungere e… provare! Ho subito pensato che fosse un modo per introdurre le nostre prossime pratiche anticoncezionali, e credo di esserci andata vicino!

Le foto che gli ho inviato sono state degne di un’acrobata 😀 difficissimo con questa pancia sempre più tonda, me ne farà lui al suo ritorno per amplificare l’effetto dei nostri giochi!

Ma una volta inviate… ancora, arriva qualcosa! adesso sto aspettando, non vedo l’ora di sapere cosa arriverà… un nuovo strano aggeggio? qualche capo particolare come quelli che mi ha regalato per Natale?

Mmmm… ma perché non è già lunedì?

 

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pregnant MILF

Avevamo pensato di trascorrere le feste in montagna, ma in questo periodo non c’e’ un briciolo di neve in giro, allora abbiamo pensato che sarebbe stato meglio andare al caldo!

Abbiamo trovato una crociera nei Caraibi last minute che abbiamo colto al volo! Sarebbe stata troppa fortuna riuscire a trovare una cabina con balcone, pero’ abbiamo un grande oblo, non possiamo lamentarci… specialmente io!

Ieri ci trovavamo attraccati ad Antigua, assieme a noi c’erano altre tre enormi navi da crociera, una di fronte all’altra. Degli immensi condomini che riversavano sull’isola orde di persone di ogni nazionalita’ e provenienza… una bolgia. Abbiamo reperito un taxi e trascorso una piacevole giornata di mare in un’acqua cristallina in una spiaggia quasi deserta, tutta per noi.

Al nostro ritorno iniziava ad essere ora di rientro per tutti e c’era una piccola folla di persone che affollava la banchina, al che ho sentito due ragazzotti alle mie spalle che commentavano in inglese, senza il minimo pensiero di essere intesi, qualcosa su di me ma sono riuscita ad estrapolare solo che secondo loro ero una “pregnant MILF” e molto di loro gradimento “very hot!”. Sara’ stata colpa del mio copricostume all’uncinetto che lasciava non molto all’immaginazione, probabilmente. 😉

Stremata dal caldo  avevo deciso di fare la doccia non appena fossi riuscita a farla al Capo e metterlo a dormire per tutto il pomeriggio. Il Grande Capo invece aveva deciso di andare a vedere la partenza dall’alto per fare delle foto e magari sdraiarsi a leggere qualcosa, cosi’ finalmente un po’ di quiete. Doccia.

Come mio solito ero uscita dal bagno nuda dopo essermi un po’ asciugata e nel mentre avevo sentito delle grida provenienti dalla banchina. Allora armata di spazzola ero andata ad affacciarmi all’oblo’ per curiosare e tutti quelli in fila stavano aspettando di rientrare nella nave di fronte sotto un improvviso scroscio di calda pioggia caraibica.

Cosi’ mentre mi spazzolavo i capelli mi divertivo a guardare quegli sciocchi che si riparerebbero dalla pioggia pure se li sorpendesse immersi in mare, finche’ non mi sono accorta che esattamente di fronte a me, da un balcone della nave di fronte c’era un uomo intorno ai 45, bruno e di discreta corporatura che era uscito per guardare in giro col suo binocolo, e dopo essersi un po’ guardato intorno a occhio nudo, mi aveva vista ed era rimasto sorpreso (ma tu guarda!).

Allora subito avevo ripreso a spazzolare guardando di sotto e facendo finta di non essermi accorta di nulla , cosi’ lui aveva portato agli occhi il suo binocolo studiandomi per qualche secondo. Poi era rientrato, perche’ era contro luce ed era andato a recuperare i suoi occhiali da sole. Una volta uscito ed inforcati gli occhiali aveva iniziato a guardare piu’ intensamente e con meno discrezione alternando il binocolo alla visione ad occhio nudo. Cosa avrei dovuto fare io?

Quello che ho fatto, direi! Mi ero messa di spalle continuando a pettinarmi, dandogli una visuale discreta anche del retro; poi seduta sul davanzale interno di profilo con le gambe flesse in modo da mimetizzare quel po’ di pancia che un po’ si vede gia’ e valorizzare il profilo di quelle che ormai sono diventate due mammellone sostanziose (come da copertina), tastandole facendo finta di passarvi la crema; poi ero ritornata di fronte appoggiando il braccio al vetro e la fronte su di esso, come per cercare di vedere meglio di sotto, ma in realta’ mi serviva per tenere sott’occhio il giovanotto che, mentre tentava di farmi ciao ciao con la mano, di tanto in tanto sbirciava all’interno della sua cabina con preoccupazione (eh si, non tutte le mogli sono come me)!

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Devo ammettere che tutto questo trambusto mi aveva innescato una certa eccitazione (gia’ vi ho raccontato delle esaltazioni del mio appetito sessuale in gravidanza), cosi’ mi ero accorta di avere le cosce umide e appiccicose… guardandomi un po’ intorno, non sapendo bene cosa fare, avevo visto la mia spazzola che avevo mollato sui cuscini del davanzale poco prima e… messo un ginocchio sui cuscini e la spazzola a testa in giu’ avevo iniziato ad accarezzarmi la figa col manico. Il tutto davanti al nostro amico, fermo come una statua e che sfacciatamente e insistentemente ormai guardava solo me.

Finche’ la spazzola non aveva deciso di agire di propria iniziativa e penetrare la dolce guaina ben depilata e liquida. Qui il nostro eroe dopo una nuova veloce sbirciata all’interno dei suoi appartamenti si era seduto su di una sdraio con occhiali sul naso, magazine in una mano e l’altra… beh… stava mimando l’andamento della mia spazzola!

Che poteva fare d’altro quel povero diavolo indifeso? Mi faceva quasi tenerezza!

Allorche’ la nostra nave non salutava il porto staccandosi dalla banchina, siamo rimasti cosi’, io incollata al vetro a contorcermi un po’ sul serio un po’ calcando, e lui immaginando di essere li a infilarmi quel manico mimando il gesto all’interno dei suoi pantaloncini. Poi avevamo iniziato ad andare, lui si era alzato e mi faceva ciao con la manina (non so piu’ se l’altra o sempre quella che era nei pantaloncini) mandandomi dei baci di addio che pero’ non avevo dato la soddisfazione di cogliere fingendo sempre di credere di non essere vista (chissa’ a questo punto che cosa avevo innescato nei condomini ai piani piu’ alti di cui non mi ero affatto curata).

Lasciato il vetro, abbandonando quel cuore spezzato ma felice, avevo indossato nuovamente il mio copricostume a rete, e atteso mio marito giunto di li’ a poco, al quale non avevo potuto fare a meno di raccontare la mia avventura. Lui si era rammaricato di non sapere nulla e di non aver potuto, a sua volta osservare le reazioni del nostro eroe col proprio binocolo, ma il racconto aveva lasciato un po’ di piccantino anche in lui, cosi’complice il divano, e il Capo ancora sonnecchiante, ho ricevuto una vera spazzolata in cui sono stata costretta a confessare tutti i particolari che mi passavano per la mente mentre attuavo le mie perfidie su quel povero disgraziato!

A quanto pare le “pregnant MILF” fanno gola a molti, non solo ai ragazzini, ed io potrei aspirare ad una carriera in ascesa in webcam, visto il successo del preludio!

E cosi’ si conclude il mio primo anno di avventure raccontate in blog, miei cari

a tutti voi, dunque…

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Come assumere un Amministatore Delegato

Tra non molto tempo all’ufficio del Grande Capo si affianchera’ quello dell’Amministratore Delegato.

Ora, col Capo, in qualche modo abbiamo imparato ad aggirare l’ostacolo e comportarci da ragazzacci maleducati dribblando la sua presenza perenne e costante nel nostro letto. Ma con un Amm.Del. di mezzo, che poi se vogliamo e’ quello che veramente comanda la baracca… comm’s’adda fa’? La cosa mi preoccupa alquanto.

Ma in che modo in una famiglia si  assume la losca figura dell’Amm. Del.? E’ facile, 6 lettere:…

Era un periodo veramente sconfortante, di quelli in cui quando si va a dormire lui si gira sempre dall’altra parte per cui io tesso relazioni esclusivamente col Capo. Pensa e ripensa, ci voleva usa soluzione che non contemplasse le preghiere e tutte le smancerie varie che poi mi portano comunque ad una non piena soddisfazione interiore…

Per non avere la soddisfazione della spontaneita’ allora ti aggiusto io e la accomodo a mio divertimento. Ho una cugina farmacista con la quale ho fatto due chiacchiere sull’argomento e che mi ha passato sottobanco le famose sei letterine magiche. Dio queste sei mi ha consigliato di suddividerle in tre parti e di cominciare con la prima sillaba“VI”.

Solita cenetta familiare tranquilla di mezza estate, triturazione prima sillaba e somministrazione di nascosto in una frittata al formaggio. Tutto regolare anche il dopo cena a messa a letto col Capo, ma gia’ da prima mi accorgo di certe sudate e certe insofferenze non proprio regolari, cosi’ quando quella di spalle sono io mi sento puntare una scimitarra tra le chiappe.

“Stasera ti trapano ben bene!” E’ stata la minaccia senza alcun segno del minimo sospetto, e cosi’ mi sono goduta una buona oretta e mezza di traforatura e lucidatura a regola d’arte. Poi con una certa spossatezza e dopo un’obbligata doccia ci siamo pofondamente addormentati.

L’evento si e’ naturalmente ripetuto  con le altre due sillabe a distanza di 4 o 5 giorni tra loro, in circostanze molto simili, e ancora non sono sicura se sia stata “AG” oppure “RA” a fare la selezione del personale per poi procedere all’assunzione del suddetto Amm. Del.

Fatto sta che adesso, lui non ha la minima idea di cosa sia successo, per lui siamo semplicemente entrati in uno di quei periodi in cui comandano gli ormoni e in cui mi scoperebbe a tutte le ore. Infatti devo ammettere che ci sono stati diversi episodi attorno a questi tre casi e non a comando in cui tutto ha funzionato naturalmente e con piena soddisfazione di entrambi. Perche’ la verita’ e’ che tutto il marchingegno funziona a meraviglia, anche a dispetto di molti con la meta’ dei suoi anni, ma chi lo dirige a volte si impigrisce. Cosi’ ho trovato la soluzione ai miei problemi e adesso ho una piccolissima scorta di sillabe che mi conservo per i momenti di magra.

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E gia’ so che una volta che l’Amm.Del. avra’ assunto pieno comando dell’azienda di momenti di magra ce ne saranno tanti, senza contare quelli in cui sara’ via, per cui saranno forzati.

Adesso ho la soluzione a tutti i miei problemi, altro che Capo, Amministratore, Lampade, Geni della Lampada, preghiere  e scemenze varie… mo ti frego io! Amen!

Il battesimo del fuoco!

Sabato scorso serata spa club prive naturista.
Il capo con la nonna qualche ora, un’ora circa per raggiungere il posto, veramente un bel posto.
Siamo entrati direttamente in un spogliatoio dove due asciugamani hanno preso il posto dei vestiti, poi via.
Il posto era immenso, forse un po’ dispersivo, ma ben rifinito, pulito e soprattutto vario. Siamo arrivati nella sala bar discoteca dove dalle venti servivano una cenetta un po’ alla buona ma gustosa e uno smilzo buffet all night long. Abbiamo prenotato il primo massaggio disponibile e siamo andati la fare un giro di perlustrazione. Porte segrete e porte denominate… Calidarium, Tepidarium, saune e bagni turchi, piscine riscaldate e un’intrigante corridoio dell’amore completamente buio. Cosa sarà? Qualcosa che non funziona?
Da dove si comincia?
Poca gente a quell’ora, da una parte è un bene perché si usa tutto relativamente pulito considerando che l’obbligo è la nudità.
Dopo mangiato ci siamo infilati in una stanza coi sedili bollenti, poco dopo ci ha raggiunto una coppia silenziosa e un po’ amorfa lui pendaglio piccolo lei tette risucchiate al contrario. Però era l’ora del massaggio: siamo usciti e ci siamo diretti nella stanza con due comodi lettini paralleli e due massaggiatrici pronte.
Poco più di una spalmata di olio durata esattamente un quarto d’ora, ma se ci penso se hai un carnet di appuntamenti fitto fino a mezzanotte se durasse di più sarebbero spompate prima delle 22.
Dopo la maniata abbiamo fatto un altro giro nella spa tra docce bollenti e sale tiepide. Niente whirlpool, troppe coppie (arrivate nel frattempo) che già l’usavano per scopare.
E adesso? Ma, vediamo un po’ dove porta questo corridoio dell’amore.
Si, ma è buio… No, si vede appena. Un corridoio che finiva con dei divani ed una porta anonima. Aperta la porta segreta ci siamo trovati in un vero labirinto di corridoi, tende e stanze con finestrine per spiare, altre senza finestra ma con tanti buchi ad altezza di culo. O meglio, del culo dei Lilliputiani, tanto erano bassi. Abbiamo provato a fare una performance attraverso il buco, ma veramente impossibile da usare. Allora abbiamo scaldato un po’ l’atmosfera con una prima sessione che mi ha già dato un piccolo godimento. Finché non abbiamo sentito dei lamenti… ci siamo guardati con un mezzo sorriso perverso e abbiamo deciso di andare a vedere.
Sbirciato un po’ in tutte le finestrelle finché non abbiamo trovato l’alcova più grande in cui c’era già una coppia all’azione. Mio marito è entrato subito a guardare, io un po’ titubante ero rimasta per qualche secondo fuori. Lui si è girato verso di me e mi ha apostrofato: “che fai? Entra subito!” certo è che da solo rischiava di fare la parte del maniaco!
Così sono entrata, lui mi ha spinta sul materasso 4×4 dove gli altri già scopavano e ha cominciato a sbattermi da dietro.
Ho sentito toccarmi la mano, era l’altra ragazza che me l’ha presa e me l’accarezzava. Mio marito, che è sempre uno che non ti lascia esprimere spontaneamente, subito mi ha ordinato di toccarle le tette. La “ragazza” avrà avuto almeno 5 o 6 anni più di me ed un seno naturale medio ma di una consistenza invidiabile. Poi il di lei marito l’ha fatta girare a gambe aperte verso di me ed io ho ricevuto il mio battesimo del fuoco: le ho infilato la testa tra le gambe e l’ho fatto. Ho, per la prima volta, laccato la figa ad una donna.
È stata una gradevole esperienza, anche se c’è voluto un po’ per capire come fare, sono abituata ad un cazzo di rispettabili dimensioni che ricevuto in bocca richiede un certo impegno… avere a che fare con una figa è proprio diverso.

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D’improvviso la stanza si è riempita, 6/8 persone intorno che osservavano, un’altra coppia è salita sul letto ed è intervenuta nei nostri giochi.
Lui mi ha chiesto di cedergli il posto è si è accanito sulla figa della mia nuova amica con lingua e mani fino a farla godere. Poi si è girato verso di me, ma io non ero intenzionata a farmi scopare da chiunque, preferisco farmi guardare mentre ci pensa mio marito (seppure lui mi avesse soltanto ricordato di non farmi scopare senza preservativo, quindi in teoria ero libera). Così gli ho detto di no, e mio marito mi ha diretto verso la di lui ragazza per farmi laccare anche lei mentre lui ha continuato a scoparmi.
Altra ragazza, altra figa, altro sapore. Meglio la prima, anche se più vecchia.
Poi ha voluto vedere lei che leccava me, e lei ci ha provato, seppur come me fosse alla prima esperienza. Il fidanzato le ha detto: “beata te, lei vuole solo le ragazze! ”
Intanto l’altra coppia non era stata a guardare, lei si era piazzata sopra di me a 69, e lui se la scopava a pecora sopra la mia faccia… Per fortuna mio marito ha avuto la prontezza di sfilarmi da lì sotto prima che soffocassi ed ha iniziato a scoparmi lui.
Mi ha fatto godere di nuovo e lentamente ci siamo allontanati per uscire, alla ricerca di altre stanze.
Doppia coppia orrenda praticava scambio in una piccola stanza vicina e poco altro. Abbiamo osservato per un po’ contenti che non avessero scelto la stanza comune e siamo ritornati nella nostra stanza iniziale dove ci siamo un po’ alternati in cavalcate ancora arrapate dal fresco ricordo della precedente avventura e finalmente abbiamo goduto insieme.
A quel punto abbiamo ritenuto che bastasse e abbiamo ripercorso il corridoio al contrario per raggiungere le docce.

Per la prima volta mi sono sentita libera e tranquilla nello scegliere cosa fare e cosa no. Sono stata contenta di questa esperienza vissuta,  pur restando ferocemente eterosessuale penso che ogni tanto una variante sul tema possa essere gradevole.

La cosa davvero divertente è stato pensare che non sarebbe stato gradevole girare nudi per il club… insomma… noi teniamo almeno l’asciugamani, figuriamoci! … si si… figuriamoci hahaha!

Tantra tu che tantro anch’io!

Durante la sua assenza mio marito ha deciso di organizzare un weekend benessere di coppia, per noi due soli, così quando finalmente è rientrato abbiamo contato i giorni che ci separavano da un meraviglioso e termale weekend tantrico, tramite il quale si può meditare e scoprire terreni inesplorati della conoscenza fisica e fisiologica imparando l’arte del massaggio completo. Completo? Esattamente!

Il tutto e’ iniziato così:
Città del Capo, 12 mesi fa: “ho prenotato una seduta di massaggio tantra per entrambi, un’ora e mezza a testa”. Salute!
Massaggio per la mente e per il corpo… a richiesta pure “dentro” il corpo!
Sul sito senza foto dell’operatrice era raccomandato di comportarsi con educazione… because Rose is a lady… Vabbe’ una ultra cinquantenne cicciotta la cui missione è il piacere altrui, e che magari si prende pure qualche “passaggio” pensai…
Lui non analizzo’ queste semplici parole, così al nostro arrivo si aspettava una mia coetanea in vestaglia e giarrettiera con chioma fluente, probabilmente, e non la cicciotta cinquantenne che ci aspettava in canottiera e pantalone pareo hippie.
Eravamo alla prima esperienza e ci spiegò brevemente in cosa consistesse la seduta e della possibilità di scegliere massaggio completo. Cosa che eravamo già decisi a fare.
Cominciò lui, ed arrivati dopo 90 minuti al “completamento” dovetti aiutarla perché lei non lo ispirava (si intuiva) e lui non riusciva a… a… ad esprimersi, ecco!
Poi fu il mio turno, devo dire che il massaggio in sé non fu poi un granché, ma decisi che me lo sarei goduto il più possibile e che mi sarei divertita. Infatti fu così che mio marito mi disse che non la finivo più.

Anno nuovo, tantra nuovo. Meraviglioso hotel di montagna e vacanza all’insegna del tantra di ben tre giornate. Quello che noi ci aspettavamo era un percorso che ci insegnasse a prendersi cura della tua coppia, del desiderio fisico e spirituale dell’altra persona, a capire i messaggi, il linguaggio del corpo, i desideri non detti e i timori inespressi.

Eravamo arrivati carichi e positivi trovando ad aspettarci un gruppo un po’ oltre la mezza età, in media, già in accappatoio e ciabatte. Presentazioni di rito e subito in palestra per l’introduzione.

Al cominciare delle esercitazioni avevamo capito che la cosa non si sarebbe svolta proprio come ce l’aspettavamo… intanto il primo esercizio consisteva nell’abbracciarsi… TUTTI!

Donne in cerchio, uomini in cerchio attorno a loro. Prima ci si abbracciava tra di noi e poi gli uomini giravano di una persona e abbracciavano quella successiva. E qui iniziarono i problemi. Ho raccontato a lungo del fatto che mio marito è una persona un po’ distaccata, che non ama molto il contatto, guai a invadere al suo spazio vitale…e infatti già non voleva abbracciare me, ho dovuto prendere l’iniziativa a stento ricambiata e la cosa mi ha fatto stare veramente male, perché vedevo che lui non lo faceva con piacere. Ma poi ho pensato che lui in realtà fosse terrorizzato dal fatto che successivamente avrebbe dovuto abbracciare le altre cinque che venivano dopo.

E infatti.

Nella posizione in cui eravamo lui poteva vedere me continuamente, mentre io l’avevo perso dalla mia visuale, così la cosa che ha contribuito a renderlo ancora più impietrito è stato il vedere gli altri uomini abbracciare me. Ho avuto una serie diversa di sensazioni con ognuno di loro:

  1. il primo era molto gentile, mi ha attesa mentre prendevo il mio tempo per abbracciarlo ma io ero imbarazzatissima, non era stata, per questo, una sensazione positiva.
  2. Il secondo era molto ma molto intraprendente ad aveva iniziato a toccarmi con una certa fantasia, specialmente il sedere e a darmi una serie di bacini nel collo che per fortuna era coperto dai capelli.
  3. Il terzo era uno sfigato arrivato da solo, non in coppia, che non vedeva l’ora di toccare qualsiasi donna gli si piazzasse sul cammino, e mi aveva lasciato la sensazione più sgradevole in assoluto.

Intanto vedevo il riflesso di mio marito in un vetro costretto a sorbirsi i tentativi di arrampicata delle donne che incontrava e che gli guidavano le mani nelle zone più proibite.  E ridevo, era più forte di me.

4.     Il quarto era un signore piccolino che mi aveva raggiunta con un grande sorriso quasi per chiedermi scusa della sua statura, e l’avevo trovato molto dolce e simpatico, anch’egli molto gentile.

5.     Il quinto era un omone sudato anche lui alla prima esperienza come noi, anche lui felicissimo di abbracciarmi.

6.     Tornato a mio marito avevo pensato che sarebbe stato contento finalmente di poter abbracciare me e non quel gruppo di vegliarde… e invece gli faceva senso il fatto che mi avessero abbracciato tutti, per cui non lo aveva fatto, di nuovo.

Quando lo intercettavo tra un esercizio e l’altro mi diceva: “…mannaggia, me ne andavo al giro d’Italia, ho preso un pacco pazzesco!”

Ma secondo voi perché? Perché dovete sapere che chi fa tantra è un gran paraculo in quanto l’età media supera di molto i cinquant’anni e loro tendono a non dare importanza all’aspetto fisico perché le sensazioni positive, di benessere, le emozioni e quant’altro te le dà la persona con la sua energia, con la bellezza… interiore!

MAQUA’BBELLEZZAINERIORE!  “quelli parlano di bellezza interiore ma hanno fatto a gara per venirti a toccare il sedere, perché sono venuti tutti con delle mogli/bidoni e pretendono di rifilarle a me spassandosela con la mia!” Ed era la verità, in fondo a parte me ed un’altro paio di donne piacevoli il resto erano semi cariatidi in putrefazione. E gli uomini anche. Però professavano l’assoluta inutilità della bellezza e della giovinezza… dato che non apparteneva loro. Ma come si può pretendere da chi si avvicina per la prima volta ad una disciplina di questo tipo che non siano legati fermamente a ciò che vedono?

Mio marito avrebbe abbracciato subito un’altra me, anche più vecchia di dieci o vent’anni, ma almeno guardabile, piacente, piacevole, invece niente. E anche gli uomini non erano da meno tant’è che ci siamo rifiutati categoricamente di andare alla sessione notturna nudi sotto il pareo. Pare ne abbiano combinate di tutti i colori, infatti mi sa che usino la scusa del tantra per fare scambio di coppia o sesso di gruppo, senza sentirsi troppo in colpa col partner che condivide e si comporta con la stessa libertà.

Quindi dopo cena avevamo deciso di curare la nostra privata seduta tantrica e ci eravamo fatti rivedere soltanto il mattino dopo, quando, tutti in cerchio ci eravamo sdraiati accanto al nostro amico del cuore (scelto con le carte il giorno prima) e addormentati al suono di una voce narrante.

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Pomeriggio libero, termale i relax in piscina, sauna, jacuzzi, wirlpool. Avevamo scelto la sauna nel bosco per avere un po’ di privacy, e dopo pochi minuti ci raggiungeva uno stuolo di vecchiacci in accappatoio che una volta spogliatisi erano entrati con noi. Una sfilata di pendagli depilati esposti con noncuranza. Per fortuna poco dopo i nostri quindici minuti erano scaduti e avevamo proposto la doccia nel fiume, ma gli altri ci avevano invitato ironicamente a fare da pionieri. Colta la palla al balzo eravamo riusciti ad uscire ma avevamo conquistato un pubblico di spettatori desiderosi di assistere alla doccia gelata. Mio marito era stato temerario ed era partito subito, io mi ero fatta coraggio seguendolo sotto gli occhi increduli di tutti. Spogliata del mio asciugamani avevo deciso di dare spettacolo. Un signor spettacolo. Anche tutti quelli profondamente disinteressati all’estetica lo avevano notato.

Nuova sera nuova sessione notturna dopo cena, stavolta in piscina, nudi, galleggianti passando tra le mani di tutti. Noi ci eravamo dedicati a noi stessi come la sera precedente più che altro per non dover assistere a spettacoli non proprio gradevoli alla vista.

Terza giornata fine dei lavori, galleria di saluti, scambio di regali. Personalmente mi ero abbastanza divertita, pur mettendo dei limiti alle situazioni che ritenevo di non poter gestire, anche perché dopo tre giorni mi ero resa conto che mio marito aveva bisogno di una specie di trattamento d’urto del genere, e che tutto il contesto aveva fatto bene sia a lui sia a noi come coppia, per cui anche se non avevamo imparato a massaggiarci, e non abbiamo potuto sottrarci dall’abbracciare tutti indistintamente, abbiamo certamente giovato di un’esperienza alternativa e divertente.

Ma alla prossima vacanza solo gruppi con foto dei partecipanti! 😉

Che moglie sarei senza il mio giocattolo del piacere?

Dunque la scorsa settimana ho lasciato in sospeso una certa questione vibratore…

E’ ovvio, dato che tuo marito latita, essere dotate di uno, o più, potenti vibratori per consolarti nelle gelide notti di solitudine, così mio marito me ne ha regalato uno, poi un altro!

vib rabbit

Il dramma della questione vibratore sta nel fatto che lui, affievolitosi il più o meno lungo periodo focoso dopo il suo ritorno, delega i suoi “diritti/doveri” coniugali al dannatissimo coso per cui capita che per essere presa un po’ in considerazione da lui debba dimostrargli che ho una disperata voglia di essere soddisfatta, e di conseguenza pregarlo di dedicarmi un po’ della sua attenzione. Oppure fargli vedere che assolutamente non posso fare a meno di provare sensazioni fisiche intense, e mettermi in ginocchio sul letto e iniziare a lavorare coi miei giocattoli da sola nella speranza che lui abbassi il suo giornale e decida di farmi l’onore della sua presenza nella mia vita… dopo che io l’abbia pregato a dovere molto molto seriamente.

Ma è vita questa? Capisco giocare, ma come si fa a far diventare questa un’ abitudine? Non è che nasconda qualche problema… a volte me lo chiedo… e inizio a pensare che potrei di nascosto mettergli un po’ di pillola blu nel cibo… in quel modo potrebbe essere lui a dover pregare me per inspiegabili vampate di desiderio.

C’è anche da dire che se non avessi i miei giocattoli quando sono da sola l’attesa sarebbe ancor più snervante di quello che è, solo che io cerco in tutti i modi di fargli capire che una volta che ho aspettato tanto, senza sapere cosa combini lui in mia assenza, sarebbe gradevole ricevere attenzioni costanti.

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Non debba accadere che compaia il mio periodo qualche giorno dopo il suo arrivo… sarebbe una tragedia, e a volte è accaduto, perché non gioverei nemmeno di quel intervallo di fervore e per risvegliare i suoi istinti dopo tale lasso ulteriore di tempo ci vorrebbe un comportamento e abbigliamento e lamento tale da resuscitare i morti.

Infatti solitamente terminato il periodo idilliaco lui con grande compostezza e senza fare una piega mi dice che adesso non ha più la necessità fisica di raggiungere il piacere a tutti i costi, e se io ho ancora questa esigenza è il caso che gli dimostri quanto sia indispensabile per me ricevere le sue attenzioni.

Mi rendo conto che si intende, dal mio tono, quanto la cosa mi renda nervosa, anche perché tutto quello che mi chiede di fare davanti a lui, con preghiere e suppliche nel frattempo sono costretta a farlo quando sono da sola o tutt’al più con lui dall’altro lato del pc che mi chiede di descrivergli cosa sto facendo, come sono vestita e cosa sto usando.

Allora brandisco i famelici aggeggi che rendono me ancor più famelica, e intanto preparo l’armamentario descritto tempo fa, fatto di culotte, guepiere,bende, frustini, manette e quant’altro sperando che la prossima volta sia più fortunata e che il suo desiderio continui a tempo indeterminato.

L’ultima volta che ho dimostrato di non essere d’accordo con questo stancante modo di fare mi ha risposto candidamente: “trovati un’amica!”.