…e se in vacanza ci andassi io?

Abbiamo visto che quando il marito è in vacanza ci sono tante cose che succedono… o che non succedono. Vita monacale in compagnia del capo, non si scopa più e quando il capo è all’asilo si spendono le giornate a pulire la casa, aggiornare con più puntualità il blog, qualche puntata per prendere spunti su youporn e cose varie. Per lo più, se ti chiami Penelope, aspetti e aspetti facendo due rammendi (mentali) per passare il tempo!

Ma cosa succede quando è la moglie a mollare tutto per un po’ e ad andarsene un po’ in vacanza?

Adesso il marito è stato un paio di giorni fuori, e per me sarebbe stata veramente vacanza se si fosse portato dietro pure il Capo. Cosa farei senza di loro per ben due giorni e mezzo?

Sicuramente come prima cosa mi procurerei un bicchiere di Galamella (sono meridionale boicotto nutella) da tenere sempre sotto mano.

Girerei nuda per casa e per il giardino, non che non possa farlo anche con loro nei paraggi, ma volete mettere la sensazione di libertà data dalla nuda solitudine?

Probabilmente approfittando della situazione interpellerei qualche giocattolo dei miei sogni per usarlo nei posti più strani… ecco, per esempio in questo momento mi immagino distesa su un grande telo nel mezzo del prato a giocare con un coso di dimensioni rispettabili e urlare urlare dal piacere.  Normalmente, ho notato, si tende ad esprimersi vocalmente durante un rapporto a due, in cui si intende sottolineare all’altro quanto piacere ci sta donando, a volte anche eccedendo un pochino: addirittura leggevo un articolo in cui si dichiarava che le donne non avrebbero il minimo bisogno di gemere durante una performance sessuale, e che lo fanno esclusivamente per compiacere l’uomo (tant’è che quando si toccano per godere e sono da sole non esce una sillaba).

Non lo so, però.

In parte potrei essere d’accordo, ma noto che il sentire la mia voce da donna eccitata mentre mi faccio stropicciare, eccita anche me stessa, ed essere da sola e sentire la propria voce esprimere piacere è ancora più eccitante. Ci puoi giocare perchè la puoi modulare, simulare godimenti eterei da dama bianca o rozzi da battona in calore, puoi dire cose scurrili insomma sei veramente te stessa. E’ un gioco divertente, da ragazzaccia, ma a pensarci bene è soprattutto un esercizio per conoscere se stessa, il proprio modo di vivere la sessualità, capire cosa piace veramente senza testimoni e poi eventualmente si può riportare il meglio di quello che si è scoperto di sé in camera da letto.  Quante donne lo fanno? quante donne hanno tempo per  conoscere se stesse e il proprio piacere? Perchè è ancora difficile parlare di sesso piuttosto che di morti ammazzati?

org

Mio marito mi chiede sempre di trovarmi una amica alla quale confidare tutto questo, ma io ho sempre trovato davanti a me dei muri invalicabili. Con quante ragazze più o meno giovani ho tentato di instaurare questo tipo di confidenza, nessuna raccoglie, tutte recitano la parte delle signorinelle compite e nessuna confessa quanto le piacerebbe stravaccarsi nuda sull’erba o su un materasso a gettoni e strofinarsi la figa o cavalcando un vibratore fino a godere.

E la sensazione tutta particolare di infilarsi un perizoma e continuare la giornata dopo aver ricevuto attenzioni nelle retrovie? Non ve l’ha mai raccontata nessuno?

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3 pensieri su “…e se in vacanza ci andassi io?

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