AI FANTASMI DEL PASSATO FACCIO Bù!

So per certo di non avere fantasmi del passato. Ovviamente anche io ho un passato, ma si tratta di un passato che non mi interessa più, persone che non ho l’esigenza di nascondere e a cui non ripenso mai perché non mi hanno lasciato rimpianti o rimorsi, o speciali ricordi o eccezionali irripetibili divertimenti… anzi, mi ricordo veramente poco dei pochissimi personaggi  che hanno attraversato la mia vita.

Sono anche abbastanza contenta di non poter sfoggiare un ricco carnet; trovo sia una cosa poco gradevole, per una donna, essere in grado di presentare una lista ben fornita di nomi di uomini che hanno avuto l’onore di entrare nelle sue grazie. Ma oggi la tendenza è al contrario e la pratica del collezionismo, prima esclusivamente maschile, si è aperta al mondo femminile che, dall’alto della datata esperienza espone pagine e pagine di foto di conquiste diverse tutti i mesi… o magari lo stesso mese.

Mio marito è stato un buon collezionista, e a sua volta è stato collezionato pubblicamente (tanto pubblicamente che lo so perfino io). Questo significa che lui, essendo un distratto ha lasciato foto, biglietti, dediche e dichiarazioni ricevute, un po’ ovunque in mezzo a libri perciò impossibili da sfogliare, o in bella mostra su scaffali o librerie, lettere scaricate e dimenticate nel pc, e qualcosa, sempre per sbadataggine, è finita pure nella nostra casa. Tanto che io ad un certo punto ero perfino imbarazzata nel trovare certe cose, per paura che sembrasse che fossi io a rovistare. Mentre la controparte, da persona riservata e discreta, ha pensato bene di pubblicare memorie fotografiche del passato mano nella mano perché il mondo ne venisse a conoscenza senza doverlo dire (un momento, lui a qualcuno la teneva la mano, allora?). Ovviamente in mezzo ad una folta raccolta di maschi selezionati con chissà quale criterio.

Ma io sono un tipo sveglio, ho molto sale in zucca, sono giovane e bella – anche se lui dice che coi capelli corti starei malissimo – e ovviamente la cosa, pur incuriosendomi, non mi fa stare male, mi innesca quella sana gelosia che mi fa godere ancora di più di quello che ho, che sicuramente ho sottratto a una o più rivali e che faticosamente tento di guadagnarmi tutti i giorni.

Però in situazioni in cui mi trovo a dover subire il suo volere, a dover prendere iniziativa per ottenere un bacio, a dover pregare per poter godere (che poi va sempre a finire a sculacciate, frustate, strizzate, occhi bendati, capelli tirati, mani legate ecc) a volte mi chiedo… ma la tipa splendida pure aveva bisogno di fare tutte ‘ste manovre per vivacizzare la vita di coppia, oppure lei si è goduta il galletto fresco e insaziabile lasciando a me le batterie in esaurimento?

Certe volte dico: “ma quasi quasi le scrivo e gliela faccio questa domanda…” anzi, già che ci sono le chiedo pure se ha mai il raffreddore che la fa starnutire a ripetizione, se non ha mai bisogno di soffiare il naso, se abbia mai le unghie rotte, il ciclo, i capelli legati, certi capi definibili “da albanese”, se sta sempre dritta con la schiena, se si ricorda che le posate vanno al centro del piatto, se usa il filo interdentale, se “è colpa tua se IO ho fatto questo” e se anche lei sia stata rimproverata per tutte queste cose… oppure col sorrisetto da bambolina sogna-ad-occhi-aperti risolveva tutto… ma ancora non l’ho fatto mai.

hilda plays guitar

Oppure, cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, e penso che certi atteggiamenti un po’ rilassati, ma al contempo pignoli, non siano da riservare alle donne saltuarie, benefattrici dell’umanità e con le quali ci vuole vigore costante, ma alle relazioni stabili e durature… … …

3, 2, 1… 

 Mavoivedeteunpoco! Pure i capelli gli ha portato via, e mi dovrei consolare fingendo che quelli a me riservati siano atteggiamenti da marito stabile e felice del suo nido sicuro? Sicuramente ci sono andata vicino, nonostante la mia sia un’analisi semplicistica, però porca miseria un po’ di vigore più costante lo vorrei vedere pure io e non solo da attraverso i buchi di un paio di manette provenienti da chissà quale altra sadica avventura.

Ciò detto sono combattuta tra due stati d’animo importanti:

  • il primo è quello negativo, che mi preoccupa del fatto che lui potrebbe fare paragoni e avere dei rimpianti, magari per determinati lati del carattere o modi di fare. Che si chieda come sarebbe potuto essere senza di me, o con una diversa da me e cose simili.
  • Il secondo è diametralmente opposto, e mi fa pensare che io esca vincente da qualsiasi paragone esattamente per gli stessi motivi. Che nella sua vita abbia bisogno proprio di me, del mio modo di fare rilassato nell’ affrontare e risolvere le situazioni, del mio modo sereno e vivace di crescere nostro figlio, del mio non essere agguerrita o asfissiante, seppur un’allegra chiacchierona.

Per cui nei periodi in cui sono serena, quando lui è accanto a me, mi sento invincibile, ogni donna al mio cospetto sparisce nel buio della mia ombra. Ma nei periodi giù, in cui sono sola, ogni tanto mi sento abbandonata e prevalgono certe sciocchezze.

Che devo fare, non sarei una donna se non mi creassi certi problemi fatui da sola. Il guaio è che adesso mi sono incuriosita su come si faccia ad insegnare al mondo come avere una buona depressione post parto alle soglie della menopausa o a fare la mamma perfetta dopo una vita di sbornie e lustrini… e non mi perdo un articolo del fantastico blog della bella femme vecu che ormai ha ripiegato ed è in pensione!
E mio marito? Sarà lì, dietro al suo quotidiano, con le solite manette chiavi-in-mano in tasca.

Aspetta beato di rivedermi!

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3 pensieri su “AI FANTASMI DEL PASSATO FACCIO Bù!

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