Tantra tu che tantro anch’io!

Durante la sua assenza mio marito ha deciso di organizzare un weekend benessere di coppia, per noi due soli, così quando finalmente è rientrato abbiamo contato i giorni che ci separavano da un meraviglioso e termale weekend tantrico, tramite il quale si può meditare e scoprire terreni inesplorati della conoscenza fisica e fisiologica imparando l’arte del massaggio completo. Completo? Esattamente!

Il tutto e’ iniziato così:
Città del Capo, 12 mesi fa: “ho prenotato una seduta di massaggio tantra per entrambi, un’ora e mezza a testa”. Salute!
Massaggio per la mente e per il corpo… a richiesta pure “dentro” il corpo!
Sul sito senza foto dell’operatrice era raccomandato di comportarsi con educazione… because Rose is a lady… Vabbe’ una ultra cinquantenne cicciotta la cui missione è il piacere altrui, e che magari si prende pure qualche “passaggio” pensai…
Lui non analizzo’ queste semplici parole, così al nostro arrivo si aspettava una mia coetanea in vestaglia e giarrettiera con chioma fluente, probabilmente, e non la cicciotta cinquantenne che ci aspettava in canottiera e pantalone pareo hippie.
Eravamo alla prima esperienza e ci spiegò brevemente in cosa consistesse la seduta e della possibilità di scegliere massaggio completo. Cosa che eravamo già decisi a fare.
Cominciò lui, ed arrivati dopo 90 minuti al “completamento” dovetti aiutarla perché lei non lo ispirava (si intuiva) e lui non riusciva a… a… ad esprimersi, ecco!
Poi fu il mio turno, devo dire che il massaggio in sé non fu poi un granché, ma decisi che me lo sarei goduto il più possibile e che mi sarei divertita. Infatti fu così che mio marito mi disse che non la finivo più.

Anno nuovo, tantra nuovo. Meraviglioso hotel di montagna e vacanza all’insegna del tantra di ben tre giornate. Quello che noi ci aspettavamo era un percorso che ci insegnasse a prendersi cura della tua coppia, del desiderio fisico e spirituale dell’altra persona, a capire i messaggi, il linguaggio del corpo, i desideri non detti e i timori inespressi.

Eravamo arrivati carichi e positivi trovando ad aspettarci un gruppo un po’ oltre la mezza età, in media, già in accappatoio e ciabatte. Presentazioni di rito e subito in palestra per l’introduzione.

Al cominciare delle esercitazioni avevamo capito che la cosa non si sarebbe svolta proprio come ce l’aspettavamo… intanto il primo esercizio consisteva nell’abbracciarsi… TUTTI!

Donne in cerchio, uomini in cerchio attorno a loro. Prima ci si abbracciava tra di noi e poi gli uomini giravano di una persona e abbracciavano quella successiva. E qui iniziarono i problemi. Ho raccontato a lungo del fatto che mio marito è una persona un po’ distaccata, che non ama molto il contatto, guai a invadere al suo spazio vitale…e infatti già non voleva abbracciare me, ho dovuto prendere l’iniziativa a stento ricambiata e la cosa mi ha fatto stare veramente male, perché vedevo che lui non lo faceva con piacere. Ma poi ho pensato che lui in realtà fosse terrorizzato dal fatto che successivamente avrebbe dovuto abbracciare le altre cinque che venivano dopo.

E infatti.

Nella posizione in cui eravamo lui poteva vedere me continuamente, mentre io l’avevo perso dalla mia visuale, così la cosa che ha contribuito a renderlo ancora più impietrito è stato il vedere gli altri uomini abbracciare me. Ho avuto una serie diversa di sensazioni con ognuno di loro:

  1. il primo era molto gentile, mi ha attesa mentre prendevo il mio tempo per abbracciarlo ma io ero imbarazzatissima, non era stata, per questo, una sensazione positiva.
  2. Il secondo era molto ma molto intraprendente ad aveva iniziato a toccarmi con una certa fantasia, specialmente il sedere e a darmi una serie di bacini nel collo che per fortuna era coperto dai capelli.
  3. Il terzo era uno sfigato arrivato da solo, non in coppia, che non vedeva l’ora di toccare qualsiasi donna gli si piazzasse sul cammino, e mi aveva lasciato la sensazione più sgradevole in assoluto.

Intanto vedevo il riflesso di mio marito in un vetro costretto a sorbirsi i tentativi di arrampicata delle donne che incontrava e che gli guidavano le mani nelle zone più proibite.  E ridevo, era più forte di me.

4.     Il quarto era un signore piccolino che mi aveva raggiunta con un grande sorriso quasi per chiedermi scusa della sua statura, e l’avevo trovato molto dolce e simpatico, anch’egli molto gentile.

5.     Il quinto era un omone sudato anche lui alla prima esperienza come noi, anche lui felicissimo di abbracciarmi.

6.     Tornato a mio marito avevo pensato che sarebbe stato contento finalmente di poter abbracciare me e non quel gruppo di vegliarde… e invece gli faceva senso il fatto che mi avessero abbracciato tutti, per cui non lo aveva fatto, di nuovo.

Quando lo intercettavo tra un esercizio e l’altro mi diceva: “…mannaggia, me ne andavo al giro d’Italia, ho preso un pacco pazzesco!”

Ma secondo voi perché? Perché dovete sapere che chi fa tantra è un gran paraculo in quanto l’età media supera di molto i cinquant’anni e loro tendono a non dare importanza all’aspetto fisico perché le sensazioni positive, di benessere, le emozioni e quant’altro te le dà la persona con la sua energia, con la bellezza… interiore!

MAQUA’BBELLEZZAINERIORE!  “quelli parlano di bellezza interiore ma hanno fatto a gara per venirti a toccare il sedere, perché sono venuti tutti con delle mogli/bidoni e pretendono di rifilarle a me spassandosela con la mia!” Ed era la verità, in fondo a parte me ed un’altro paio di donne piacevoli il resto erano semi cariatidi in putrefazione. E gli uomini anche. Però professavano l’assoluta inutilità della bellezza e della giovinezza… dato che non apparteneva loro. Ma come si può pretendere da chi si avvicina per la prima volta ad una disciplina di questo tipo che non siano legati fermamente a ciò che vedono?

Mio marito avrebbe abbracciato subito un’altra me, anche più vecchia di dieci o vent’anni, ma almeno guardabile, piacente, piacevole, invece niente. E anche gli uomini non erano da meno tant’è che ci siamo rifiutati categoricamente di andare alla sessione notturna nudi sotto il pareo. Pare ne abbiano combinate di tutti i colori, infatti mi sa che usino la scusa del tantra per fare scambio di coppia o sesso di gruppo, senza sentirsi troppo in colpa col partner che condivide e si comporta con la stessa libertà.

Quindi dopo cena avevamo deciso di curare la nostra privata seduta tantrica e ci eravamo fatti rivedere soltanto il mattino dopo, quando, tutti in cerchio ci eravamo sdraiati accanto al nostro amico del cuore (scelto con le carte il giorno prima) e addormentati al suono di una voce narrante.

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Pomeriggio libero, termale i relax in piscina, sauna, jacuzzi, wirlpool. Avevamo scelto la sauna nel bosco per avere un po’ di privacy, e dopo pochi minuti ci raggiungeva uno stuolo di vecchiacci in accappatoio che una volta spogliatisi erano entrati con noi. Una sfilata di pendagli depilati esposti con noncuranza. Per fortuna poco dopo i nostri quindici minuti erano scaduti e avevamo proposto la doccia nel fiume, ma gli altri ci avevano invitato ironicamente a fare da pionieri. Colta la palla al balzo eravamo riusciti ad uscire ma avevamo conquistato un pubblico di spettatori desiderosi di assistere alla doccia gelata. Mio marito era stato temerario ed era partito subito, io mi ero fatta coraggio seguendolo sotto gli occhi increduli di tutti. Spogliata del mio asciugamani avevo deciso di dare spettacolo. Un signor spettacolo. Anche tutti quelli profondamente disinteressati all’estetica lo avevano notato.

Nuova sera nuova sessione notturna dopo cena, stavolta in piscina, nudi, galleggianti passando tra le mani di tutti. Noi ci eravamo dedicati a noi stessi come la sera precedente più che altro per non dover assistere a spettacoli non proprio gradevoli alla vista.

Terza giornata fine dei lavori, galleria di saluti, scambio di regali. Personalmente mi ero abbastanza divertita, pur mettendo dei limiti alle situazioni che ritenevo di non poter gestire, anche perché dopo tre giorni mi ero resa conto che mio marito aveva bisogno di una specie di trattamento d’urto del genere, e che tutto il contesto aveva fatto bene sia a lui sia a noi come coppia, per cui anche se non avevamo imparato a massaggiarci, e non abbiamo potuto sottrarci dall’abbracciare tutti indistintamente, abbiamo certamente giovato di un’esperienza alternativa e divertente.

Ma alla prossima vacanza solo gruppi con foto dei partecipanti! 😉

AI FANTASMI DEL PASSATO FACCIO Bù!

So per certo di non avere fantasmi del passato. Ovviamente anche io ho un passato, ma si tratta di un passato che non mi interessa più, persone che non ho l’esigenza di nascondere e a cui non ripenso mai perché non mi hanno lasciato rimpianti o rimorsi, o speciali ricordi o eccezionali irripetibili divertimenti… anzi, mi ricordo veramente poco dei pochissimi personaggi  che hanno attraversato la mia vita.

Sono anche abbastanza contenta di non poter sfoggiare un ricco carnet; trovo sia una cosa poco gradevole, per una donna, essere in grado di presentare una lista ben fornita di nomi di uomini che hanno avuto l’onore di entrare nelle sue grazie. Ma oggi la tendenza è al contrario e la pratica del collezionismo, prima esclusivamente maschile, si è aperta al mondo femminile che, dall’alto della datata esperienza espone pagine e pagine di foto di conquiste diverse tutti i mesi… o magari lo stesso mese.

Mio marito è stato un buon collezionista, e a sua volta è stato collezionato pubblicamente (tanto pubblicamente che lo so perfino io). Questo significa che lui, essendo un distratto ha lasciato foto, biglietti, dediche e dichiarazioni ricevute, un po’ ovunque in mezzo a libri perciò impossibili da sfogliare, o in bella mostra su scaffali o librerie, lettere scaricate e dimenticate nel pc, e qualcosa, sempre per sbadataggine, è finita pure nella nostra casa. Tanto che io ad un certo punto ero perfino imbarazzata nel trovare certe cose, per paura che sembrasse che fossi io a rovistare. Mentre la controparte, da persona riservata e discreta, ha pensato bene di pubblicare memorie fotografiche del passato mano nella mano perché il mondo ne venisse a conoscenza senza doverlo dire (un momento, lui a qualcuno la teneva la mano, allora?). Ovviamente in mezzo ad una folta raccolta di maschi selezionati con chissà quale criterio.

Ma io sono un tipo sveglio, ho molto sale in zucca, sono giovane e bella – anche se lui dice che coi capelli corti starei malissimo – e ovviamente la cosa, pur incuriosendomi, non mi fa stare male, mi innesca quella sana gelosia che mi fa godere ancora di più di quello che ho, che sicuramente ho sottratto a una o più rivali e che faticosamente tento di guadagnarmi tutti i giorni.

Però in situazioni in cui mi trovo a dover subire il suo volere, a dover prendere iniziativa per ottenere un bacio, a dover pregare per poter godere (che poi va sempre a finire a sculacciate, frustate, strizzate, occhi bendati, capelli tirati, mani legate ecc) a volte mi chiedo… ma la tipa splendida pure aveva bisogno di fare tutte ‘ste manovre per vivacizzare la vita di coppia, oppure lei si è goduta il galletto fresco e insaziabile lasciando a me le batterie in esaurimento?

Certe volte dico: “ma quasi quasi le scrivo e gliela faccio questa domanda…” anzi, già che ci sono le chiedo pure se ha mai il raffreddore che la fa starnutire a ripetizione, se non ha mai bisogno di soffiare il naso, se abbia mai le unghie rotte, il ciclo, i capelli legati, certi capi definibili “da albanese”, se sta sempre dritta con la schiena, se si ricorda che le posate vanno al centro del piatto, se usa il filo interdentale, se “è colpa tua se IO ho fatto questo” e se anche lei sia stata rimproverata per tutte queste cose… oppure col sorrisetto da bambolina sogna-ad-occhi-aperti risolveva tutto… ma ancora non l’ho fatto mai.

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Oppure, cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, e penso che certi atteggiamenti un po’ rilassati, ma al contempo pignoli, non siano da riservare alle donne saltuarie, benefattrici dell’umanità e con le quali ci vuole vigore costante, ma alle relazioni stabili e durature… … …

3, 2, 1… 

 Mavoivedeteunpoco! Pure i capelli gli ha portato via, e mi dovrei consolare fingendo che quelli a me riservati siano atteggiamenti da marito stabile e felice del suo nido sicuro? Sicuramente ci sono andata vicino, nonostante la mia sia un’analisi semplicistica, però porca miseria un po’ di vigore più costante lo vorrei vedere pure io e non solo da attraverso i buchi di un paio di manette provenienti da chissà quale altra sadica avventura.

Ciò detto sono combattuta tra due stati d’animo importanti:

  • il primo è quello negativo, che mi preoccupa del fatto che lui potrebbe fare paragoni e avere dei rimpianti, magari per determinati lati del carattere o modi di fare. Che si chieda come sarebbe potuto essere senza di me, o con una diversa da me e cose simili.
  • Il secondo è diametralmente opposto, e mi fa pensare che io esca vincente da qualsiasi paragone esattamente per gli stessi motivi. Che nella sua vita abbia bisogno proprio di me, del mio modo di fare rilassato nell’ affrontare e risolvere le situazioni, del mio modo sereno e vivace di crescere nostro figlio, del mio non essere agguerrita o asfissiante, seppur un’allegra chiacchierona.

Per cui nei periodi in cui sono serena, quando lui è accanto a me, mi sento invincibile, ogni donna al mio cospetto sparisce nel buio della mia ombra. Ma nei periodi giù, in cui sono sola, ogni tanto mi sento abbandonata e prevalgono certe sciocchezze.

Che devo fare, non sarei una donna se non mi creassi certi problemi fatui da sola. Il guaio è che adesso mi sono incuriosita su come si faccia ad insegnare al mondo come avere una buona depressione post parto alle soglie della menopausa o a fare la mamma perfetta dopo una vita di sbornie e lustrini… e non mi perdo un articolo del fantastico blog della bella femme vecu che ormai ha ripiegato ed è in pensione!
E mio marito? Sarà lì, dietro al suo quotidiano, con le solite manette chiavi-in-mano in tasca.

Aspetta beato di rivedermi!