Che moglie sarei senza il mio giocattolo del piacere?

Dunque la scorsa settimana ho lasciato in sospeso una certa questione vibratore…

E’ ovvio, dato che tuo marito latita, essere dotate di uno, o più, potenti vibratori per consolarti nelle gelide notti di solitudine, così mio marito me ne ha regalato uno, poi un altro!

vib rabbit

Il dramma della questione vibratore sta nel fatto che lui, affievolitosi il più o meno lungo periodo focoso dopo il suo ritorno, delega i suoi “diritti/doveri” coniugali al dannatissimo coso per cui capita che per essere presa un po’ in considerazione da lui debba dimostrargli che ho una disperata voglia di essere soddisfatta, e di conseguenza pregarlo di dedicarmi un po’ della sua attenzione. Oppure fargli vedere che assolutamente non posso fare a meno di provare sensazioni fisiche intense, e mettermi in ginocchio sul letto e iniziare a lavorare coi miei giocattoli da sola nella speranza che lui abbassi il suo giornale e decida di farmi l’onore della sua presenza nella mia vita… dopo che io l’abbia pregato a dovere molto molto seriamente.

Ma è vita questa? Capisco giocare, ma come si fa a far diventare questa un’ abitudine? Non è che nasconda qualche problema… a volte me lo chiedo… e inizio a pensare che potrei di nascosto mettergli un po’ di pillola blu nel cibo… in quel modo potrebbe essere lui a dover pregare me per inspiegabili vampate di desiderio.

C’è anche da dire che se non avessi i miei giocattoli quando sono da sola l’attesa sarebbe ancor più snervante di quello che è, solo che io cerco in tutti i modi di fargli capire che una volta che ho aspettato tanto, senza sapere cosa combini lui in mia assenza, sarebbe gradevole ricevere attenzioni costanti.

iced toys

Non debba accadere che compaia il mio periodo qualche giorno dopo il suo arrivo… sarebbe una tragedia, e a volte è accaduto, perché non gioverei nemmeno di quel intervallo di fervore e per risvegliare i suoi istinti dopo tale lasso ulteriore di tempo ci vorrebbe un comportamento e abbigliamento e lamento tale da resuscitare i morti.

Infatti solitamente terminato il periodo idilliaco lui con grande compostezza e senza fare una piega mi dice che adesso non ha più la necessità fisica di raggiungere il piacere a tutti i costi, e se io ho ancora questa esigenza è il caso che gli dimostri quanto sia indispensabile per me ricevere le sue attenzioni.

Mi rendo conto che si intende, dal mio tono, quanto la cosa mi renda nervosa, anche perché tutto quello che mi chiede di fare davanti a lui, con preghiere e suppliche nel frattempo sono costretta a farlo quando sono da sola o tutt’al più con lui dall’altro lato del pc che mi chiede di descrivergli cosa sto facendo, come sono vestita e cosa sto usando.

Allora brandisco i famelici aggeggi che rendono me ancor più famelica, e intanto preparo l’armamentario descritto tempo fa, fatto di culotte, guepiere,bende, frustini, manette e quant’altro sperando che la prossima volta sia più fortunata e che il suo desiderio continui a tempo indeterminato.

L’ultima volta che ho dimostrato di non essere d’accordo con questo stancante modo di fare mi ha risposto candidamente: “trovati un’amica!”.

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